Piazza Affari guadagna quasi l’8% nel 2012

Il 2012 è stato complessivamente un anno positivo per Piazza Affari. L’indice azionario principale FTSE MIB ha chiuso a 16.357 punti con un rialzo del 7,84%. Ha fatto leggermente meglio l’indice Ftse Italia All Share, che ha guadagnato l’8,36%, mentre il Ftse Italia Small Cap ha perso il 7,13%. Insomma, le blue chip sono riuscite a chiudere bene l’anno, che però non è stato affatto semplice per la borsa italiana. Basti pensare che in estate l’indice FTSE MIB era sceso sui minimi storici di 12.295 punti, sotto i precedenti minimi di sempre toccati nel 2009.

Nel bel mezzo della crisi dei debiti sovrani europei, quando si temeva per una disintegrazione dell’euro e per default a catena tra i Pigs (Italia inclusa), il listino azionario milanese è arrivato a perdere quasi il 20%. La volta è arrivata solo il 26 luglio scorso, quando Mario Draghi, numero uno della Bce, ha annunciato ai mercati mondiali di essere pronto a tutto pur di salvare l’euro. Da allora l’indice italiano ha cambiato marcia e alla fine è riuscito a chiudere con un buon guadagno.

AZIONI DI BORSA DA COMPRARE A PREZZI STRACCIATI NEL 2013

L’indice FTSE MIB ha fatto meglio della City, visto che la piazza londinese ha chiuso con una performance del 6%, ma anche del listino azionario spagnolo, che ha perso il 5% circa. Negli ultimi due anni la borsa milanese aveva chiuso sempre in ribasso e la performance a tre anni resta ampiamente negativa: -30%. La capitalizzazione complessiva di Borsa Italiana è leggermente salita a 364,1 miliardi di euro, che equivale al 22,5% del pil. L’unica matricola del 2012 è stata la maison della moda di lusso Brunello Cucinelli, che tra l’altro ha guadagnato il 75%.

AZIONI UNICREDIT LE PIU’ SCAMBIATE DEL 2012

Best performer a Piazza Affari è stato Azimut, che ha messo a segno un guadagno del 75,3%, seguito da Salvatore Ferragamo (+65,91%), Prysmian (+57,5%), Diasorin (+57%) e Buzzi Unicem (+56,8%). Molto bene anche Finmeccanica (+53%) e Tod’s (+52,2%). Il miglior titolo bancario è stato Bca Pop Milano (+48,76%), favorito dal processo di ristrutturazione avviato sul finire del 2011. Il peggiore titolo è stato A2A (-40% circa), seguito da Mediaset (-25,7%) e Telecom Italia (-17,3%). Il titolo più scambiato è stato Unicredit (89 miliardi), che però ha perso complessivamente l’11,4% del proprio valore.

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