Valentino venduto al Qatar

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Dopo la nostra anticipazione di tre giorni fa, la notizia è diventata ufficiale. Valentino, il noto brand della moda italiana, passa in mani straniere. La Permira, che controllava il marchio, ha infatti raggiunto un accordo con la Mayhoola for investments, società partecipata da un primario investitore del Qatar, al fine di cedere la maison per una cifra vicina ai 700 milioni di euro. Un valore che stima Valentino per 20 volte l’ultimo Ebitda, per una transazione che condurrà oltre i confini nazionali un altro storico nome della moda tricolore, come già accaduto in passato per Fendi, Gucci e Bulgari.

Con l’acquisizione dalla Permira, la Mayhoola acquisirà il controllo di Valentino spa e della licenza M.Missoni. l’altro marchio, Marlboro Classics, è invece stato separato dal perimetro della cessione, rimando così in carico alla Red & Black della Permira, che continuerà altresì a detenere una partecipazione di maggioranza nella Hugo Boss, esclusa dall’attuale transazione.

Con tale azione societaria, Valentino rafforzerà la presenza del Qatar nel settore dei prodotti di altissima gamma: l’emirato aveva già avuto modo di acquisire i grandi magazzini di lusso londinesi Harrod’s, oltre a garantirsi partecipazioni di grande prestigio nei gioielli Tiffany e nella conglomerata francese del lusso Lvmh.

All’operazione hanno preso parte Mediobanca e Unicredit, titolari del finanziamento del 2007. Nel 2011 Valentino è riuscita a chiudere il primo bilancio in utile, dopo una lunga serie di forti ristrutturazioni che hanno visto la riorganizzazione della rete commerciale. Valentino Garavani, fondatore della maison, aveva già lasciato definitivamente la casa di moda nel 2007, dopo aver tagliato l’invidiabile traguardo dei 45 anni di carriera.

L’acquisizione di Valentino da parte della Mayoola era comunque nell’aria da giorni, visto e considerato che Permira stava trattando la cessione del marchio già da diverso tempo (sebbene le indiscrezioni siano circolate solo negli ultimi dieci giorni). Permira aveva precedentemente assunto il controllo del gruppo nel 2007, con un investimento da 5,3 miliardi di euro, comprendendo anche Hugo Boss, Marlboro Classics, Missoni.

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