Crac settore auto Usa secondo Deutsche Bank

di robertor Commenta

Secondo quanto affermato dagli analisti di Deutsche Bank, il settore auto europeo e americano rappresenta uno dei punti di maggiore incertezza nel prossimo futuro a breve termine. In particolare, scrive una nota dell’istituto di credito tedesco, sarebbe proprio il mercato delle quattro ruote a stelle e strisce a far tremare ben più di qualche investitore, con Chrysler, controllata di Fiat, General Motors e Ford stanno guardando con crescente preoccupazione alle trattative su fiscal cliff tra democratici e repubblicani.

“La società di ricerca Edmundus ha spiegato che, se l’accordo non andasse a buon fine, la domanda di nuove auto potrebbe calare fino al 20% nei prossimi mesi, azzerando la ripresa del settore” – riportava in proposito pochi giorni fa Milano Finanza, ricordando altresì che – “anche gli analisti di Deutsche Bank continuano a ritenere il fiscal cliff un rischio importante per la crescita degli Stati Uniti e dell’occupazione nel 2013. Nel peggiore dei casi, gli economisti della banca tedesca hanno stimato che i tagli di spesa e gli aumenti delle imposte potrebbero in teoria rappresentano il 5% del pil statunitense”.

Secondo quanto dichiarano gli analisti della Deutsche Bank, ancora, il fiscal cliff potrebbe teoricamente far calare del 4% il pil degli Stati Uniti nel 2013. Consideranto che ogni punto percentuale di calo del Pil si traduce in circa 2 milioni di posti di lavoro in meno e di mezzo punto percentuale in più nel tasso di disoccupazione, il mercato auto dovrebbe subire un grave tracollo.

Ad ogni modo, prosegue MF, “Deutsche Bank crede che questo scenario negativo sarà scongiurato, ma c’è comunque la probabilità che vengano messi in atto un aumento delle attese e tagli alla spesa. Vale anche la pena sottolineare che uno scenario di compromesso potrebbe ancora portare a un declassamento del rating di credito degli Stati Uniti, causando reazioni avverse dei mercati finanziari che potrebbero avere un impatto sulla domanda di beni durevoli”.

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