Indicazioni negative su Ipo Facebook

L’Ipo di Facebook è certamente il collocamento azionario più atteso dai tempi dello sbarco in borsa di Google. Tuttavia, dopo l’euforia iniziale dovuta anche all’ottimo momento dei titoli legati al web ma più in generale appartenenti al settore hi-tech (Apple docet), gli analisti finanziari iniziano a scorgere le prime nubi all’orizzonte a pochi giorni dallo sbarco ufficiale del social network sul listino azionario americano Nasdaq. Il roadshow di presentazione della società agli occhi degli investitori di tutto il mondo sta facendo emergere qualche dato poco incoraggiante rispetto alle precedenti valutazioni effettuate sia dal top management di Facebook che dalle banche d’affari.

Il primo motivo di preoccupazione è legato ai ricavi pubblicitari, in particolare sulla telefonia mobile. Facebook stessa avrebbe evidenziato una correzione di un documento relativo all’Ipo per ciò che concerne la pubblicità. Il social network ha dichiarato che oltre la metà dei suoi quasi 900 milioni di utenti accede al sito dal proprio cellulare. A marzo scorso l’utenza mensile da cellulare è salita a 488 milioni dai 425 milioni di dicembre 2011.

TARGET PRICE FACEBOOK SECONDO ANALISTI FINANZIARI

Facebook ha dichiarato di avere un volume limitato di pubblicità nella versione per cellulare e che l’aumento del numero degli utenti non ha generato un corrispondente aumento dei ricavi pubblicitari. Secondo Facebook, il maggiore utilizzo del sito da cellulare potrebbe addirittura impattare negativamente sui risultati finanziari. Secondo gli addetti ai lavori la domanda degli investitori istituzionali si sta rivelando più bassa del previsto.

FACEBOOK SBARCA AL NASDAQ IL 18 MAGGIO 2012

Questo contesto di minore appetibilità agli occhi dei grandi investitori mondiali potrebbe spingere la società guidata da Zuckerberg ad aprirsi maggiormente alle richieste provenienti dagli investitori al dettaglio. Le ultime indiscrezioni parlano anche di un aumento della forchetta di prezzo, per ora è fissata tra 28 e 35 dollari per azione, che al momento andrebbe a valutare la società tra i 77 e i 96 miliardi di dollari. Intanto potrebbe slittare anche la finalizzazione dell’acquisto di Instagram, inizialmente prevista per fine giugno prossimo.

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