Per l’economia della Gran Bretagna il 2009 è a rischio tracollo

di Vincenzo Caccioppoli Commenta

L’economia britannica potrebbe calare del 2,9% nel 2009, registrando la perfomance peggiore dal 1946. E’ questa l’ultima terrificante previsione di alcuni analisti sui risultati dell’economia del Regno Unito. Le misure promosse da Gordon Brown per far fronte alla crisi economica potrebbero perciò aver bisogno di nuovi interventi all’inizio dell’anno. Malgrado le esportazioni dovrebbero essere favorite dalla grande svalutazione della sterlina, che è ormai vicina alla parità con l’euro, si teme che i consumi all’interno del paese potrebbero avere un ulteriore peggioramento, dopo che diverse grandio catene di magazzini hanno registrato vistosi cali nelle vendite di Natale. Uno dei principali problemi poi riguarda il calo degli investimenti che secondo alcuni istituti di ricerca potrebbero avere un calo del 15% nella prima meta del 2009.

Il governo  comunque ha fatto intendere che il calo del Pil dovrebbe attestarsi, secondo le previsioni, nella forbice tra lo 0,75% e l’ 1,25%. A risollevare la situazione difficile sul fronte dei consumi ieri i grandi magazzini della capitale hanno cominciato con largo anticipo i saldi. Su Oxford Street la principale strada dello shopping londinese oltre duemila persone si sono messe in fila dalle prime luci dell’alba pur di entrare per prime ai grandi magazzini di Selfridges, che hanno dato il via ai saldi invernali alle sette di mattina. Ma già prima di Natale alcuni negozi hanno praticato sconti del 40-50% senza però ottenere grandi risultati. A Natale la storica catena al dettaglio Woolworths, ha annunciato che dopo cento anni di attività, chiuderà i battenti schiacciata dalla crisi economica. Il 5 gennaio infatti chiuderanno tutti gli 800 punti vendita della catena lasciando a spasso oltre 25.000 persone, calando cosi il sipario su un’icona dell’Inghilterra del Novecento. Il primo negozio Woolworths aprì infatti a Liverpool nel 1909.

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