Wall Street e i timori sulla Grecia

di Laura 1

I problemi che toccano l’economia greca si ripercuotono sui mercati finanziari. A Wall Street i future dei listini si riducono, gli operatori conoscono perfettamente il rischio che la Grecia non riesca a centrare gli obiettivi sulla riduzione del deficit. Ad alimentare il sentiment negativo sono quindi ancora una volta le cattive notizie sulla Grecia per la quale si teme sempre più un fallimento. I ministri delle finanze riuniti nei giorni scorsi a Lussemburgo, hanno sottolineato che il Paese ellenico potrà aspettare fino a novembre (e non ottobre come si era programmato) per ottenere la seconda tranche di aiuti da 8 miliardi di euro.

A rimarcare il pessimismo degli investitori è quindi soprattutto la questione greca, Atene ha fatto sapere che mancherà i target di riduzione del deficit per i prossimi due anni e questo non porta nessun segnale di ripresa tra i principali indici statunitensi che, dopo qualche tentativo di miglioramento, sprofondano nel rosso marcato. Il Dow Jones ha ceduto il 2,36%, il Nasdaq perde il 3,29% e lo S&P 500 si riduce del 2,85%. Nel frattempo i titoli di stato americani sono in forte aumento, ritenuti un porto più sicuro verso cui riversare i propri risparmi.

 

Tokyo ha chiuso gli scambi in territorio negativo: Il Nikkei si é ridotto del’1,78% portandosi a 8.545,48 punti. La recessione pesa sulle principali borse mondiali:   Hong Kong registra un -4,4% a Taiwan -2,93%, Sidney -2,7%; Giakarta -5,6%, Singapore -2; Mumbai -1,7%; Kuala Lumpur -1,5%; Bangkok -5,12%. Shanghai Seoul sono chiuse per festività. L’euro, dopo essere sceso  fino a 1,331 dollari  e a 102,11 yen, riprende la salita e arriva a 1,334 dolllari e a 102,28 yen, in attesa della riunione a Lussemburgo dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo. Intanto il  Governatore della Banca di Francia, Christian Noyer,  ha definito «irrealistico» pensare ad un ampliamento del fondo europeo salva-statì. Così, i timori per un eventuale default delle penisola ellenica e per un effetto domino sull’euro continuano a pesare sull’economia globale.

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