Pubblicità della new economy: addio pagine gialle

di Redazione 1

I nuovi strumenti pubblicitari si sono dimostrati, a volte, più efficaci ed estremamente più economici di quelli tradizionali. Lo sviluppo della rete sta dando nuovo impulso al settore con l’affermarsi di strumenti tipici del mondo virtuale. Fondamentalmente, la vendita di visibilità sul web ripropone il concetto dei media classici per i quali l’inserzionista paga in base al bacino di pubblico che il canale in questione (stampa, radio, tv) è in grado di raggiungere, misurato attraverso strumenti statistici, come ad esempio l’auditel, che rappresentano proiezioni su larga scala di un consumo mediatico indagato su piccola scala. L’on line è oggi regolamentato dalla normativa tradizionale ma, a breve, saranno introdotti principi ad hoc per la pubblicità della new economy.


Le imprese anche e soprattutto le più piccole stanno scoprendo che il web porta clienti ….e tanti. Non solo in settori come turismo, informatica, finanza, nei quali l’abitudine degli utenti alla consultazione on line è elevatissima, ma anche nell’edilizia, nell’artigianato, nelle attività professionali ecc. Le piccole e medie imprese che tradizionalmente si avvalevano delle Pagine Gialle per acquisire ora le abbandonano per il progressivo assottigliarsi dei contatti generati da questo mezzo.
La maggior parte dei portali e siti web oggi esistenti su internet sopravvivono grazie alla pubblicità, ovvero grazie a quei banner o link testuali che si trovano nei siti. Pubblicità che, una volta cliccati, permettono al webmaster del sito di guadagnare e tenere in vita il proprio sito web. Lo stesso Google basa una gran parte dei suoi guadagni sulla vendita di spazi pubblicitari, di cui i due noti programmi di advertising AdWords e Adsense sono la celebre espressione.

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