Manovra, Visco avverte: continuare con le riforme

di Valentina Cervelli Commenta

Ignazio Visco avverte, parlando di manovra e spread, di quanto sia importante continuare sulla linea delle riforme già intrapresa per evitare quelle “conseguenze gravi” che potrebbero colpire l’Italia e costringere il paese ad un default ed alla conseguente uscita dall’Eurozona. Scenario apocalittico?

Non proprio, ma è importante comprendere quanto sia importante tenere sotto controllo la crescita dello spread e del deficit: secondo Giovanni Tria, al contrario una salita dello stesso “non solo sostenibile ma anche responsabile”potrebbe aiutare il nostro paese ad uscire dalla crisi nella quale ancora si trova. Il tutto mentre Sergio Mattarella richiama tutti al rispetto ed all’equilibrio per ciò che riguarda il bilancio pubblico ed i risparmiatori. Commenta Visco:

Il futuro dell’Italia non può prescindere da quello dell’Europa tutta. La difesa del risparmio, come la lotta alla povertà, richiede il ritorno dell’economia su un sentiero di crescita duratura. Le riforme e i cambiamenti necessari possono avere nel breve periodo costi sociali che devono essere attenuati, anche con l’intervento pubblico. Se ne può discutere in sede europea: quando ne ricorrono le condizioni si possono utilizzare tutti i margini consentiti dalle regole e dalle procedure attuali [ma] le differenze di opinioni non devono tradursi in un conflitto istituzionale. Le conseguenze finanziarie di un temporaneo aumento del disavanzo pubblico possono essere attutite se la definizione e la gestione del necessario percorso di rientro si svolge in un clima di confronto aperto e costruttivo, nell’ambito delle procedure previste.

Senza perdere di vista il fatto che il prossimo anno i titoli di Stato avranno un ruolo primario:

Dovranno essere collocati sul mercato titoli pubblici per quasi 400 miliardi per rifinanziare quelli in scadenza e per coprire il disavanzo dell’anno. Un clima di fiducia reciproca è indispensabile affinché possa riprendere ed essere condotto a termine il processo di riforma della governance economica europea. In questo terzo millennio i problemi e le sfide hanno assunto dimensioni globali; è illusorio pensare di poterlo affrontare negli stretti confini degli stati nazionali.

Sarà compreso questo?