Fed: Bernanke pensa a un nuovo stimolo monetario

di Simone Ricci 1

Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha deciso di aggiungere un nuovo stimolo monetario a quelli già avviati per l’economia americana: il provvedimento in questione potrebbe essere necessario soprattutto per rendere meno oppressivo il tasso di disoccupazione, visto che numerosi policy makers hanno preventivato una lieve accelerazione della crescita per quel che concerne quest’ultimo trimestre del 2011. Tutte le azioni potenziali, comunque, sono già sul tavolo, tra cui si po’ citare il terzo round di acquisti dei titoli, aumentando in questa maniera il periodo in cui vengono adottati dei tassi di interesse così bassi.

Bernanke è però realista in questo senso e ha sottolineato come il miglioramento economico degli Stati Uniti sarà sostanzialmente lento, con tutte le frustrazioni del caso; d’altronde, gli stessi policy makers hanno parlato di un +1% per quel che concerne il calo della disoccupazione nei prossimi due anni. Un’altra opzione percorribile è senza dubbio quella dell’acquisto di bond ipotecari, ma non vi sono altri dettagli a tal proposito. Lo stimolo in questione potrebbe essere avviato il prossimo mese di febbraio e dovrebbe anche coincidere con le potenziali azioni di intervento della Banca Centrale Europea, la quale deve far conoscere le prime linee di intervento del nuovo presidente Mario Draghi. Bernanke, poi, ha messo in guardia in merito ai significativi rischi sistemici che ancora attanagliano l’economia a stelle e strisce.

Intanto, lo Standard & Poor’s 500 ha guadagnato 1,6 punti percentuali nel corso della giornata di ieri, mettendo a segno il primo guadagno degli ultimi tre giorni, mentre il dollaro si è leggermente indebolito nei confronti dell’euro. Al contrario, i rendimenti relativi ai buoni del Tesoro a dieci anni si è attestato sull’1,99%. I governatori della Fed e i presidenti regionali hanno preventivato una crescita del prodotto interno lordo compresa tra il 2,5 e il 2,9% nel 2012, anche se a giugno le percentuali erano state decisamente superiori (tra il 3,3 e il 3,7% per la precisione).

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