Credito d’imposta mascherine, le regole

di Valentina Cervelli Commenta

Come funziona il credito d’imposta per le mascherine e per i disinfettanti? L’Agenzia delle Entrate ha cercato di fare chiarezza per ciò che riguarda questi strumenti di lotta al coronavirus che sono e rimarranno basilari in tutti i settori nei prossimi mesi.

mascherine tetto al prezzo di vendita

Credito d’imposta mascherine come funziona

Mascherine e disinfettanti, come molti altri elementi necessari per convivere con la pandemia di Covid-19 fino a che sarà ritenuto necessario, hanno rappresentato negli scorsi mesi e rappresenteranno una spesa viva molto importante per diversi settori. Nel decreto Liquidità a tal proposito è stato dato il via libera a importanti benefici. Per prima cosa è stato decretato un credito d’imposta pari al 50 per cento della spesa sostenuta, fino a un massimo di 20 mila euro,  per la sanificazione degli ambienti di lavoro, sia da parte dei professionisti che dagli esercenti attività d’impresa. Questa misura, all’interno del decreto, è stata ampliata anche all’acquisto di dispositivi di protezione individuale come mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari.

Come poi sottolineato e ribadito dall’Agenzia delle Entrate nella sua circolare 9,  lo sconto fiscale è stato applicato anche per i disinfettanti e per i detergenti delle mani. Ma attenzione, la piena operatività dovrà arrivare un decreto del Ministero dello Sviluppo economico insieme a quello del Ministero dell’Economia.

Fissato tetto a prezzo mascherine

credito di imposta mascherine

 

Tra le novità che riguardano le mascherine e come confermato nel corso della conferenza stampa di Giuseppe Conte,  il commissario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ha firmato l’ordinanza che impone un prezzo massimo di 50 centesimi per la vendita al delle mascherine chirurgiche standard UNI EN 14683.

Una necessità che si è andata profilando nel corso delle settimane e che ha portato a una decisione, come sottolineato nell’ordinanza dedicata, presa per “assicurare la massima diffusione dei dispositivi di protezione individuale, anche in ragione del prevedibile aumento della domanda” di questi dispositivi per affrontare la fase 2 evitando che come accaduto in questi due mesi i prezzi lievitino eccessivamente. Il premier ha anche specificato che l’Iva per le mascherine verrà azzerata.

Esse sono da considerare obbligatorie quando è impossibile rispettare il distanziamento sociale, anche in caso tutti le indossassero vi sarebbero meno probabilità di contagio per via del blocco del passaggio delle particelle di aerosol e goccioline che produciamo. A essere esenti solo i bambini sotto i sei anni e i disabili “con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina“. Le mascherine dovranno essere usate anche per assistere ai funerali, consentiti dal prossimo 4 maggio ma solo con la partecipazione massima di 15 persone “con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive e rispettando rigorosamente le misure di distanziamento sociale“.

Sono utilizzabili sia mascherine monouso che quelle lavabili anche autoprodotte “in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso“.