Ristobond, cosa sono e come funzionano

di Valentina Cervelli Commenta

Pagare oggi per quello che si mangerà domani: ecco l’idea alla base dei ristobond, un’idea di “obbligazione” che potrebbe permettere ai ristoranti e a simili esercizi commerciali di poter superare la crisi innescata dai blocchi imposti a causa della pandemia di Coronavirus in atto.

ristobond per sostenere ristorazione

Obbligazioni di pasti di ristorazione

Si tratta di una iniziativa nata negli Stati Uniti che si sta man mano diffondendo in tutto il resto del mondo. Il male è purtroppo comune, così come le sue conseguenze: i ristoranti sono chiusi dovunque al fine di evitare un’impennata di contagi da Coronavirus e per coloro che li gestiscono è difficile mantenere non solo un flusso accettabile di entrate ma soprattutto evitare di lasciare i propri collaboratori a casa. Dove possibile le attività hanno tentato di mantenersi in piedi attraverso la consegna a domicilio, ma non sempre è sufficiente la stessa per assicurare gli stessi introiti del periodo pre-quaratena.

E’ da qui che è nata l’idea dei “Dining Bond“.

Come funzionano i ristobond

ristoranti in crisi per coronavirus

Come funzionano i ristobond o dining bond che dir si voglia? Essenzialmente essi funzionano come funzionerebbero dei classici futures: ovvero uno strumento finanziario nel quale le diverse parti, in questo caso ristorante e cliente, si impegnano a vendere/acquistare il servizio ora a uno specifico prezzo per usufruirne in futuro.

In America il lancio degli stessi è avvenuto grazie alla piattaforma supportrestaurant.org che però, attenzione, non vende direttamente i Dinig Bond: in questo caso i clienti contattano direttamente il ristorante ottenendo uno sconto del 25% rispetto al costo abituale e hanno ben 60 giorni per riscattare il proprio “bond“. Qualcosa che a breve diventerà realtà in Italia.

Nel nostro paese sono per l’appunto chiamati “ristobond” e vengono considerati una iniziativa a metà tra il commerciale e il solidale che si baserà anche in questo caso su una piattaforma dove i locali che si iscriveranno presenteranno le loro proposte e i loro menù offrendo ai clienti interessati uno sconto del 25%. In questo modo gli stessi potranno usufruire di un pasto che comprano ora quando l’emergenza sarà finita.

Una idea questa che potrebbe rivelarsi davvero importante per mantenere a galla l’economia di quelle regioni come Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Campania le quali basano molto dei loro introiti anche sul settore della ristorazione, sia a livello turistico che non. Insieme alle consegne a domicilio che moltissimi ristoranti stanno continuando a offrire, si dovrebbe in questo modo riuscire ad affrontare una ripartenza forse meno traumatica di quella che potrebbe essere.