Accordo in vista fra Symbian e Google nei sistemi operativi per cellulari

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Il produttore britannico di software per smartphone Symbian ha annunciato recentemente che potrebbe allargare presto la propria collaborazione con Google, a livello di sistemi operativi, mentre al tempo stesso si avvia a garantire accesso libero e aperto alla propria piattaforma software.

Lavoriamo già insieme e dunque in qualsiasi collaborazione, se c’è un’opportunità, saremo felici di collaborare con loro

ha detto l’amministratore delegato di Symbian Nigel Clifford parlando coi giornalisti a Tokyo

E potrebbe essere a livello di applicazioni o al più fondamentale livello di sistemi operativi.

Attualmente Symbian utilizza sulle proprie piattaforme applicazioni di Google come le mappe o i motori di ricerca. Il software dell’azienda britannica è usato nel 60% degli smartphone – cioè cellulari dotati di capacità simili a quelle dei computer – ma l’iPhone di Apple o nuove categorie di telefoni basate sul software Android di Google potrebbero rappresentare una sfida al dominio di Symbian. I più acerrimi rivali della società britannica sono, però, i telefoni che usano il sistema Linux e il sistema operativo Windows Mobile di Microsoft, che però rappresentano rispettivamente solo il 12% e l’11% del mercato, secondo i dati della stessa Symbian.

Nokia, che possiede il 47,9% di Symbian, ha annunciato il mese scorso che intende comprare il resto delle azioni per 410 milioni di dollari e rendere il suo software disponibile ad altri fabbricanti di telefoni senza imporre il pagamento di royalty.  Un ennesimo colpo per la società specializzata in ricerca su Internet, dopo il lancio del nuovo browser, Chrome, per combattere ancora di più ad armi pari con il colosso Microsoft, che dopo il fallimento dell’acquisizione di Yahoo, sembra stentare a trovare la maniera di contrastare l’ascesa di quello che sembra considerare come il suo più pericoloso concorrente sul mercato. Questo accordo con Symbian potrebbe essere molto importante in un settore strategico come quello degli smartphone, verso il quale Google da tempo sembra guardare con grande interesse.

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