Quali bond comprare nel 2013 secondo Dws Investments

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Lo scenario di bassi tassi di interesse si è via via trasformato in una vera e propria financial repression, ovvero una fase di mercato caratterizzata da tassi reali negativi. I money manager sembrano non essere spaventati e scorgono ancora buone opportunità nel mercato obbligazionario, nonostante le aspettative di forte rallentamento dell’economia globale nei prossimi mesi. In attesa di capirci di più sullo scenario potenziale di fiscal cliff negli Stati Uniti, alla Dws Investments puntano sui bond dei paesi europei periferici, in particolare sull’Italia.

D’altronde, la strategia della società di investimenti del gruppo Deutsche Bank è chiara da diversi mesi e prima che avvenisse il rally dei bond a partire da fine luglio scorso. Ormai sono tanti i money manager che stanno cambiando opinione sull’Italia, approfittando anche del piano di acquisto illimitato di titoli di breve termine annunciato da Mario Draghi ad inizio settembre scorso. Secondo Stefan Kreuzkamp, responsabile dell’obbligazionario europeo per Dws Investments, detenere titoli di stato di paesi dell’Europa periferica può essere sì rischioso, ma ancor di più non averli in portfolio.

In base alle recenti rilevazioni di Dws, gli strumenti di liquidità a rating AAA europei rendono in termini reali il -2,3%, mentre i Bund a 5 anni hanno uno yield nominale meno l’inflazione del -2%. Si trattai di costi “imposti” indirettamente dalla cosiddetta repressione finanziaria. Lo scenario è caratterizzato da tassi reali inferiori alla crescita del pil. I rendimenti restano su livelli artificalmente bassi o addirittura negativi. Secondo l’esperto di Dws, il portafoglio di obbligazioni per il 2013 dovrà essere gestito con bond rating AAA “solo nella misura in cui si ha bisogno di avere una provvista prontamente liquidabile con la garanzia del capitale”.

Il gestore punta forte sui covered bond, ovvero le obbligazioni garantite dalle banche, e sui bond emessi da società non finanziarie con rating investment grade, che scontano un tasso di default quattro volte superiore rispetto al peggior scenario. Nel portfolio di Dws non mancano i titoli di stato dell’Europa periferica, soprattutto le scadenze più brevi che sono coperte dal piano Omt della BCE. Dws punta sulla convergenza dei rendimenti tra i titoli dei vari paesi dell’Ue.

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