Tim, Vivendi apre al controllo dello Stato sulla rete

di Valentina Cervelli Commenta

Come era logico che potesse accadere l’offerta di Kkr nei confronti di Tim ha scatenato le diverse anime che ne compongono il consiglio di amministrazione e tra le prime figura Vivendi la quale apre anche, tra le altre cose, al controllo da parte dello Stato della rete italiana di telecomunicazioni.

Vivendi vuole riportare Tim in crescita

L’intenzione espressa dal portavoce di Vivendi attraverso un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica è quella di “riportare Tim in una traiettoria di crescita” attraverso la garanzia d’investimenti, di rispetto per i lavoratori e agendo in modo tale da mettere in campo tutte le condizioni generali per “cogliere al meglio tutte le opportunità che si creeranno con il Pnrr“. Sono fortunatamente distanti, o almeno così sembra, i tempi nei quali l’anima francese del consiglio di amministrazione di Telecom Italia veniva vista dall’esterno come un elemento di disturbo. Non bisogna infatti dimenticare che nonostante le alleanze createsi all’interno della società Vivendi rimane comunque il primo azionista di Telecom, con in mano il 23, 8% del capitale.

L’offerta di Kkr nei confronti di Tim ha portato i francesi a voler sottolineare la loro apertura nei confronti di una guida di Telecom di tipo istituzonale. Ha infatti dichiarato il portavoce:

In questa prospettiva l’ipotesi di un controllo statale della rete, se fosse propedeutico a un progetto strategico a guida istituzionale, verrà certamente valutata con apertura.

Vivendi ruolo chiave in questo momento

Cosa fanno intender le parole di Vivendi in tal senso? In poche parole che vi sarebbe una certa disponibilità, da parte della società francese, di fare un passo indietro dall’asset principale del gruppo e quindi dalla sua infrastruttura di rete, che viene considerata strategica dal Governo. Lo scorso mercoledì si è tenuto un incontro tra i vertici di Vivendi  e quelli della Cassa depositi e prestiti, attualmente socio al 9,8% di Telecom, proprio per confrontarsi in merito alle prospettive aziendali e sulla offerta, per ora amichevole, non vincolante e informale del fondo americano Kkr. Come ha spiegato ancora il portavoce nel corso dell’intervista.

Vivendi è un azionista affidabile e di lungo termine foriero di un dialogo costruttivo volto a rafforzare Tim, con l’obiettivo di lavorare a fianco delle istituzioni italiane nell’interesse di tutti gli stakeholder. La priorità è che l’azienda torni a essere protagonista di sviluppo ed innovazione, puntiamo a riportare Tim su una traiettoria di crescita.

Questo significa che in base a tale ottica non verrebbe ostacolata la creazione tanto agognata di una rete unica che si otterrebbe in caso di fusione tra Tim e Open Fiber, la controllata al 60% da Cassa Depositi e prestiti, al momento competitor di Tim sulla rete.