Gas, dobbiamo preoccuparci per l’inverno?

Gas, dobbiamo preoccuparci per l’inverno? E’ un ottima domanda da porsi, soprattutto pensando alle problematiche geopolitiche di questi mesi.

Come stiamo messi con il gas in Italia

L’Europa guarda con crescente attenzione al prossimo inverno sul fronte del gas: E questo è un dato di fatto. Non si parla, almeno per ora, di una certezza di razionamenti o di una vera e propria emergenza di approvvigionamento. Ma di un mercato particolarmente fragile, nel quale scorte inferiori alla media, tensioni geopolitiche e difficoltà nel trasporto del gas naturale liquefatto possono alimentare una nuova corsa agli acquisti e, soprattutto, far salire i prezzi. Alla fine di agosto gli stoccaggi europei erano intorno al 63% della capacità, ben al di sotto della media stagionale, che si aggira sull’80%.

Il problema nasce dall’intreccio di diversi fattori. L’inverno 2025-2026 è stato particolarmente impegnativo e ha richiesto grandi quantità di gas dagli impianti di stoccaggio. Nel frattempo, la guerra in Medio Oriente ha complicato il mercato globale del GNL, soprattutto a causa delle difficoltà legate allo Stretto di Hormuz e alle forniture provenienti dal Golfo. L’Europa deve quindi competere con altri grandi consumatori, in particolare i Paesi asiatici, per assicurarsi i carichi disponibili via nave.

In questo scenario l’Italia appare meglio posizionata rispetto a molti altri Paesi europei. Al 19 agosto gli stoccaggi italiani avevano raggiunto quasi l’80% della capacità, contro poco più del 61% della media dell’Unione europea. È un vantaggio importante, perché significa avere già a disposizione una riserva consistente da utilizzare durante i mesi più freddi.

Importante la diversificazione delle fonti

La posizione italiana non dipende però soltanto dalle scorte. Negli ultimi anni Roma ha diversificato in modo significativo le fonti di approvvigionamento, riducendo drasticamente il peso del gas russo. Oggi il Paese può contare sui gasdotti dall’Algeria, dall’Azerbaigian e dalla Libia, oltre che su cinque punti di ingresso per il GNL. Questa rete permette di sostituire, almeno in parte, una fornitura quando una determinata rotta diventa problematica.

Un esempio significativo arriva proprio dal Qatar. La società QatarEnergy ha recentemente esteso fino all’inizio di novembre la sospensione delle consegne di GNL a Edison, cancellando altri cinque carichi. L’Italia ha però compensato parte delle forniture mancanti acquistando GNL da altre origini, soprattutto dagli Stati Uniti.

Questo non significa che l’Italia sia immune dalla crisi del gas. Un mercato europeo teso può comunque tradursi in prezzi più elevati anche per il nostro Paese. La vera partita dei prossimi mesi sarà quindi mantenere gli stoccaggi elevati e continuare a diversificare le forniture. La situazione italiana è relativamente favorevole, ma in un mercato energetico sempre più interconnesso la sicurezza nazionale dipende anche dalla capacità dell’intera Europa di arrivare all’inverno con riserve sufficienti.