Facebook finisce nel mirino della SEC

di Redazione Commenta

E’ iniziata nel peggiore dei modi l’avventura di Facebook in borsa. Il titolo, che è stato quotato venerdì 18 maggio sul listino Nasdaq a un prezzo di collocamento pari a 38 dollari, sta crollando sotto i colpi delle vendite e negli ultimi due giorni ha già perso il 20% circa. Ieri il titolo ha toccato un minimo intraday a 30,9 dollari, chiudendo poi a 31 dollari con un vistoso calo dell’8,9%. Il giorno prima era scesa dell’11%. Dai top assoluti di 43,1 dollari toccati venerdì, la discesa è stata pari al 39%.

Ora l’Ipo è finita nel mirino della SEC, che vuole vederci chiari sul collocamento. A far scalpore è stata la decisione di Scott Devitt, analista finanziario di Morgan Stanley, di tagliare le stime sul fatturato del colosso di Menlo Park. La banca d’affari americana è stata tra le protagoniste del collocamento e inizialmente non sembrava affatto pessimista sul social network. Il fatto insolito è che anche altre banche di investimento coinvolte nell’Ipo, come Goldman Sachs e JP Morgan, starebbero rivedendo al ribasso le stime su Facebook.

TITOLO FACEBOOK CROLLA AL NASDAQ (-11%)

All’inizio queste banche hanno lusingato gli investitori di tutto il mondo creando aspettative record. Poi hanno spinto l’Ipo a prezzi sempre più alti e infine non hanno più sostenuto le quotazioni quando Facebook è sbarcato sul Nasdaq. Ora molti investitori sono pronti a portare avanti una class action contro lo stesso Nasdaq Omx per la gestione dell’Ipo. Mary Shapiro, numero uno della SEC, ha già fatto intendere che porterà avanti un’indagine e lo stesso farà anche la FINRA.

COME INVESTIRE IN FACEBOOK

Secondo il chief market strategist di Fusione IQ, Barry Ritholtz, “siamo davanti a pessime decisioni da parte della società, dei suoi insider e delle banche”. D’altronde, è davvero insolito vedere correzioni delle stime da parte degli analisti di una banca d’affari un paio di giorni dopo il debutto in borsa, mentre i banchieri della stessa banca avevano appena orchestrato lo sbarco a Wall Street diffondendo ottimismo.

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