La Grecia rimarrà nell’eurozona: parola di Merkel e Sarkozy

di Simone Ricci 3

Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere Tedesco Angela Merkel ne sono certi, la Grecia rimarrà nell’eurozona: il colloquio internazionale tra i leader dei due principali paesi europei non poteva che riguardare questo argomento, visto che c’è l’intenzione di fronteggiare con decisione la crisi del debito. L’euro ha reagito ovviamente anche a questo annuncio, apprezzandosi in modo ulteriore. Parigi e Berlino sono entrati infatti in contatto col premier ellenico George Papandreou, il quale è ben lontano dall’aver raggiunto i propri obiettivi di riduzione del deficit di bilancio. Secondo gran parte degli analisti, inoltre, si tratta di una sottolineatura importante: è ovvio che si tratta solamente di parole e dichiarazioni, ma sono proprio queste a far gonfiare in continuazione la moneta unica.

I vari esecutivi della regione sono ora chiamati a ratificare quanto prima l’intesa dello scorso 21 luglio, al fine di concedere un secondo pacchetto di salvataggio ad Atene. Nel dettaglio, il rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro è stato pari a mezzo punto percentuale, mentre i futures relativi all’indice Eurostoxx 50 hanno guadagnato addirittura il 2,6%. La Francia e la Germania sembrano piuttosto tranquille da questo punto di vista, e gli Stati Uniti? Il segretario del Tesoro americano, Timothy Geithner, volerà verso Wroclaw, in Polonia, nel corso di questa settimana, così da assistere per la prima volta a una sessione del Consiglio per gli affari economici e finanziari dell’Ue.

Maggiori attriti sono stati registrati in relazione alla proposta del presidente della Commissione Europea, José Barroso, convinto che la soluzione più efficace in questo momento sia quella di emettere eurobond, ma non tutti la pensano allo stesso modo: il secondo programma di stimoli destinato alla Grecia richiederà molto tempo per la sua piena implementazione, la permanenza ellenica all’intero dell’area dell’euro dipenderà essenzialmente dal successo delle misure di austerity, ritenute indispensabili per la crescita sostenibile del bilancio.

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