Modifiche al fondo Efsf che rafforza salvataggio Stati UE

di Laura 3

Il Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF) potrebbe subire delle modifiche che ne ampliano il ventaglio di possibilità volte ad aiutare gli stati membri. Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha esortato ieri il parlamento affinchè siano approvate le modifiche appunto per ampliare i poteri del fondo di salvataggio della zona euro, sottolineando che il cancelliere Angela Merkel ricevera’ il totale appoggio del suo partito nella votazione di questo mese. Il voto è programmato per il 29 settembre. Nei giorni scorsi la Corte costituzionale tedesca ha stabilito a Karlsruhe che il parlamento della Germania dovrà avere più voce nei futuri interventi di aiuto della zona eurolandia.

Abbiamo imparato nel corso dell’anno scorso che questi cambiamenti sono necessari per stabilizzare alcuni paesi della zona euro e vitali per stabilizzare l’euro, la moneta unica – ha sostenuto Schaeuble – . Avere un’unione monetaria significa inoltre avere in modo permanente un’unione politica, una valuta comune e’ nel nostro interesse. È urgente che il Parlamento tedesco approvi le modifiche al fondo ‘Efsf’ che rafforza il salvataggio degli Stati, anche alla luce di possibili altre crisi dei mercati.

L’Italia deve lavorare al consolidamento del proprio disavanzo di bilancio – ha poi proseguito parlando di Italia e Grecia – . Per quanto riguarda la Grecia è compito di Atene rispettare le condizioni per l’appartenenza all’area euro. In ultima analisi spetta alla Grecia capire se può rispettare le condizioni necessarie per l’appartenenza alla zona euro” ha affermato il ministro, aggiungendo che in caso di mancato rispetto degli impegni, gli aiuti al paese potrebbero essere interrotti.

Nel frattempo é giunta la data del 9 settembre, che sembrava fosse indicata in una lettera inviata dal governo greco alle banche elleniche come la scadenza ultima per mandare i dettagli della loro partecipazione al bond-swap. Alcuni funzionari greci hanno precisato che il 9 settembre non rappresenta la data finale per l’accordo, per cui le scadenze sono state rimandate.

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