Schaeuble auspica ancora una modifica del Trattato di Lisbona

di Simone Ricci Commenta

Cambiare il Trattato di Lisbona per includere delle regole fiscali ancora più stringenti per le nazioni dell’Unione Europea: è questo secondo Wolfgang Schaeuble, ministro tedesco delle Finanze, l’intervento da realizzare con maggiore urgenza e che sarebbe stato auspicabile ottenere nei recenti summit dei leader comunitari. Schaeuble ha rilasciato un’intervista al quotidiano teutonico Frankfurter Allgemeine Zeitung, mettendo in luce quali sono le sue prese di posizione in questo preciso momento storico.

Il ministro ha espresso tutto il proprio ottimismo in merito ai risultati che potranno essere raggiunti grazie a questo summit, in particolare bisogna apportare delle modifiche sostanziali al trattato in questione e cercare di istituire delle sanzioni adeguate nel caso in cui gli stati dovessero eccedere nei loro livelli di deficit di bilancio, visto che la situazione attuale è divenuta ormai insostenibile. Il principale sforzo per la trasformazione degli accordi di Lisbona proviene proprio dalla Francia e dalla Germania, più precisamente dai due leader Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, i quali sono sempre più preoccupati delle minacce rappresentate dalla crisi del debito sovrano e dei suoi effetti sulla tenuta dell’eurozona. Come è noto, tra l’altro, l’unico veto è stato posto dal premier britannico David Cameron, una decisione che ha scatenato le polemiche e che ha ulteriormente complicato i piani di breve termine, mentre servirebbero soluzioni immediate.

Schaeuble ha anche precisato che a questo punto l’implementazione e la comunicazione saranno decisamente più complicati, quindi è preferibile ed apprezzabile che si lancino dei messaggi chiari e semplici ai mercati, altrimenti i rischi si ingigantiscono. L’intervista del ministro si è chiusa con un riferimento al proprio cancelliere Merkel, ritenuta non responsabile per il fallimento degli sforzi sin qui profusi: in effetti, non si poteva fare molto di più per venire a capo della decisione di Cameron in merito ai cambiamenti proposti, una sorta di riconoscimento dell’impegno che è stato finora messo a disposizione.

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