Passera esclude il ricorso a una nuova manovra

di Simone Ricci 5

L’intervento del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ieri sera alla trasmissione Che tempo che fa? era molto atteso, in quanto si era consapevoli che quanto avrebbe detto sarebbe stato di rilievo per quel che riguarda i dibattiti economici del paese: anzitutto, l’ex ad di Intesa Sanpaolo ha escluso il varo di una ulteriore manovra finanziaria, una ipotesi paventata dall’ex titolare del Tesoro Giulio Tremonti. Inoltre, è stato sottolineato come il governo Monti proseguirà con decisione nella lotta all’evasione fiscale, nella vendita delle frequenze televisive e nella strada della liberalizzazione di molte professioni, le misure ritenute più significative per rilanciare il sistema finanziario.

Le sue rassicurazioni hanno riguardato soprattutto il fatto che l’impegno è forte per quel che concerne il sostegno della crescita futura, tentando di restaurare la fiducia degli investitori nei confronti del mercato. Inoltre, visto che la situazione che l’Italia stava fronteggiando era molto simile al default greco, si è pensato proprio a questa austerity per scongiurare un caso identico. Riguardo all’evasione fiscale si dovrà concentrare l’attenzione sui redditi più alti e le loro dichiarazioni, una guerra che deve essere condotta senza pietà alcuna. D’altronde, secondo alcune stime piuttosto recenti, gli italiani potrebbero detenere circa 150 miliardi di euro in assets finanziari nelle banche della Svizzera. Le prossime settimane, poi, saranno decisive in merito alla già citata cessione delle frequenze televisive, visto che lo stesso Passera si è concesso ancora del tempo per avanzare le sue proposte all’esecutivo e discuterle nel dettaglio.

La conferma delle liberalizzazioni imminenti fa ben sperare, in particolare quelle relative ai tassisti e farmacisti, ma a questo punto servono dei tempi certi e non rinvii ulteriori. Infine, è stato interessante l’accenno alla crisi economica, provocata, sempre secondo il titolare del dicastero di Via Veneto, non semplicemente ed esclusivamente dalla finanza, ma soprattutto dai politici e dai governi, i quali hanno vissuto ben al di sopra delle loro possibilità.

Commenti (5)

  1. ci scusi Ricci, “La conferma delle liberalizzazioni imminenti fa ben sperare” ma fa ben sperare “chi?”. forse lei che scrive? a nostro parere fa ben sperare chi ha interessi che verranno a galla solo dopo e i cittadini cui non è stata detta tutta la verità. a nostro modesto avviso queste liberalizzazioni non hanno fondamenti sinceri né davvero positivi per il paese (inteso davvero come collettività). là dove già state applicate (Irlanda e Olanda) ora si cerca di tornare indietro per porre rimedio: i servizi sono scaduti, i prezzi aumentati. per non parlare di sistemi di sfruttamento di lavoratori che sono stati e verrebbero introdotti. di sicuro questo non sarà un beneficio per l’utenza né tanto meno un beneficio per gli utenti. senza parlare di taxi, basta vedere anche il caso delle assicurazioni dei mezzi di trasporto: +184%. Anche noi vogliamo certezze: ma d’informazione. E su questo aspetto prima di tutto pensiamo ci sia poco che “fa ben sperare”.
    taxi in famiglia (ovvero un gruppo di mogli, mamme, figli, fratelli e mariti di tassisti)

    1. Fanno ben sperare il paese, io sono favorevole alla liberalizzazione di tutte le categorie professionali, la concorrenza non ha mai fatto male a nessuno, rimanere arroccati sempre sulle medesime posizioni non va bene, bisognerebbe aprirsi maggiormente. Perchè tassisti e farmacisti devono avere sempre questo astio quando si parla di liberalizzazioni? Gli esempi europei lasciano il tempo che trovano, ovviamente se non si monitora ogni settore non si riescono a ottenere risultati concreti.

  2. la vera concorrenza è una cosa, creare le condizioni per aprire il mercato ad oligopoli che ne faranno una nuova forma di mercato chiuso non può essere la giusta via. Ci sono esempi che testimoniano queste conseguenze. E che questi esempio “lasciano il tempo che trovano”, temo sia un’opinione difficilmente condivisibile dalle famiglie che ne hanno già subito le consguenze (tra cui citiamo solo le vedove dei tassisti suicidi in Iranda) o che le subiranno. Poiché sempre della vita delle persone si tratta. Tra una cifra e l’altra.

  3. Da spettatrice, mi chiedo cosa ci sia dietro queste presunte liberalizzazioni. La dietrologia talvolta premia! e una informazione a 360°, quale quella che oggi il web ci consente, Cominciamo a chiederci cosa abbiano portato le vecchie liberalizzazioni, citando esempio per tutte, quelle relative alle Assicurazioni e alle BANCHE. Per quanto riguarda le prime: dal 1994 ad oggi sono aumentate del +184,1%, contro un incremento dell’inflazione del +43,3% (in pratica le assicurazioni sono cresciute 4,2 volte in più rispetto al costo della vita), per quanto riguarda le seconde: costo dei conti correnti, dei bancomat, commissioni varie, etc.). Sempre tra il 1994 ed il 2011 i costi sono aumentati mediamente del +109,2%, mentre l’incremento dell’inflazione è stato pari al +43,3% (in questo caso i costi finanziari sono aumentati 2,5 volte in più dell’inflazione). (dati reperibili in rete, solo la fatica di rintracciarli). Quest’ultimo dato, alla luce del conflitto di interessi presente nell’attuale Governo, depone a sfavore. Sinceramente mi stupisce l’accanimento verso i piccoli imprenditori che hanno costituito l’inventiva del PAESE ITALIA e che ora, non potendo avvalersi degli aiuti dati alla Mercegaglia, sono ridotti al collasso. Il sindacalista Bort0olussi, sul sito Sussidiario.net ha portato dati drammatici sui suicidi registrati nel settore dei piccoli artigiani. Ora, mentre il parlamento se ne va in vacanza, da oggi al 10 gennaio è gioco facile creare questa sorta di caccia all’untore. Taxisti ed edicolanti? Al massacro! Così distogliamo l’attenzione dalla CASTA dei politici e dal rinvio del taglio ai loro emolumenti… Prima del 10 gennaio intanto non se ne riparlerà …. Tornando cmq alle liberalizzazioni, io mi pongo sempre l’interrogativo “cui prodest?” Facendo un giro sul web si trovano interessanti notizie su un futuro ipotizzabile servizio taxi affidato a GRANDI SOCIETA’ con l'”assunzione di extracomunitari”, espressione usata dal prof. Ponti , titolare della cattedra Economia dei trasporti presso il politecnico di Milano. Faranno le grandi società scendere il costo delle tariffe? Di certo abbatteranno i costi della manodopera…. Ad Amsterdam, dove le liberalizzazioni sono state attuate, le tariffe sono tra le più alte di Europa.
    Io, da ex insegnante ora in pensione, ho la triste sensazione di un tentativo riuscito di PROLETARIZZAZIONE DEL PAESE a vantaggio di quel 10% che monopolizza oggi il 50% delle ricchezze italiane.
    Faccio inoltre presente, che a differenza delle caste a numero chiuso (Notai e simili) in Italia chiunque può diventare taxista, purche’ in possesso dei requisiti. Le tariffe sono stabilite dal comune di riferimento. Per onestà di informazione, registro anche che il servizio offerto a Milano è tra i primi in graduatoria. Roma è tra gli ultimi. Basta informarsi. Aggiungo da ultimo, che sono convinta che CORTINA già da oggi registrerà il pieno negli hotel. L’interrogativo è: chi sono quelli che li frequentano. Forse, sig. Passera anche lei farà parte di questi privilegiati. Del resto che si viva in un’oligarchia è sotto gli occhi di tuti. Basta, lo ripeto pedantemente, INFORMARSI.

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