Liberalizzazioni e riforme strutturali

di Laura 3

Mario Monti si esprime nell’aula della Camera sottolineando l’importanza di non bloccare o rallentare il processo di liberalizzazione e di considerare le norme presenti nel decreto un inizio: il premier ricorda che presto seguiranno provvedimenti più meditati e organici in merito. Anche Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si propone di battere le lobby e di continuare da gennaio a discutere del processo di liberalizzazione nonostante la competizione sia “il terrore” di tutti i conservatori, di destra, di centro e di sinistra. Il premier e il sottosegretario rappresentano due paladini, il primo si era già mosso in tal senso come capo della Commissione per la concorrenza dell’Unione Europea e il secondo al vertice dell’antitrust italiana.

Il neo ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera,  sottolinea come le resistenze siano “pazzesche” in merito alle liberalizzazioni, ciò nonostante l’intenzione é quella di portare le riforme fino in fondo, la prossima mossa sarà quella di trovare un punto di incontro tra Pdl, Confindustria, sindacati, consumatori e soprattutto le categorie interessate alle liberalizzazioni.

Il governo italiano sta procedendo a tappe – ha sottolineato il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn -, con pacchetti successivi di misure: quello di questa settimana riguardava maggiormente il consolidamento di bilancio, seppure con attenzione all’equità, mentre il prossimo è molto importante che metta ancora di più l’accento sulle misure strutturali e le liberalizzazioni. La manovra Monti é molto convincente e c’è ancora molto da fare nel campo delle riforme strutturali, per sviluppare il potenziale di crescita economica e creazione di posti di lavoro. So che il governo è in contatto con le parti sociali, in particolare per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro, per affrontare il problema della disoccupazione, e in particolare di quella giovanile. Bisogna anche riformare il mercato di servizi e liberalizzare il settore delle professioni, dove si é verificata la maggiore strozzatura dell’economia italiana.

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