La crescita dell’economia asiatica dovrebbe scongiurare la recessione globale, secondo le previsioni del FMI

di Simone Ricci 1

La crescita dell’Asia dovrebbe permettere la prevenzione del declino progressivo dell’economia globale verso la recessione. Secondo quanto affermato da Michel Camdessus, manager direttivo del Fondo Monetario Internazionale. Lo stesso Camdessus ha così proseguito:

Grazie al dinamismo asiatico, l’economia globale eviterà la recessione. Stati Uniti, Europa e Giappone dovrebbe subire le peggiori ripercussioni derivanti dal rallentamento economico quest’anno.

 

 

La crescita economica mondiale è “inciampata” nell’ultimo trimestre e si aggirerà intorno allo zero nel quarto trimestre e nei primi tre mesi del 2009, andando così a meritarsi la definizione coniata da JPMorgan Chase & Co. di “economia mite”. UBS AG prevede un’espansione globale del 2,2% per il prossimo anno. Camdessus era alla testa del Fondo Monetario Internazionale durante la crisi finanziaria dell’Asia di circa dieci anni fa, quando il fondo elargì più di 100 miliardi di dollari di prestiti a Thailandia, Indonesia e Corea del Sud dopo il crollo delle relative valute. In cambio, i governi delle nazioni asiatiche furono costrette a tagliare la spesa, accrescere i tassi di interesse e vendere le compagnie possedute dallo Stato. Il FMI provvederà a tagliare le sue previsioni di crescita globale in maniera significativa questo mese, dato che la crisi finanziaria sta “strozzando” il prestito.

 

Il fondo ha stimato che la crescita globale sarà dell’ordine del 4,1% per il 2008 e del 3,9% per il 2009. David Cohen, economista di Singapore, ha affermato che:

Certamente tutti i fattori fanno pensare che vi sarà una recessione ovunque. I dati e la situazione che si sta verificando si stanno spostando verso il lato più negativo.

Il fondo sta cercando di non commettere gli stessi errori del passato: alcuni critici avevano affermato che le politiche del FMI durante la crisi asiatica avevano accentuato la recessione e il fondo, nel 1999, fece capire che la gravità del collasso economico era profonda, riconoscendo in tal modo che le sue prescrizioni fiscali per i tre paesi erano troppo dure.

 

 

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