Stellantis spinge sul diesel. Sembrerebbe essere questa la svolta strategica dell’azienda nel settore automotive e in particolare quello europeo.

Stellantis e il diesel
A fare storia, da questo punto di vista, proprio la decisione di rilanciare i motori diesel in una parte della sua gamma. Soprattutto dopo anni in cui il futuro dell’azienda sembrava legato quasi esclusivamente alla mobilità elettrica. La mossa non è una semplice nostalgia per la tecnologia tradizionale, ma una reazione concreta a un mercato in rapida evoluzione e alla domanda reale dei consumatori.
Per molti anni il diesel è stato un elemento centrale dell’industria automobilistica europea grazie alla sua efficienza e alla possibilità di percorrere molti chilometri con un consumo relativamente basso. Tuttavia, con la crescente spinta verso l’elettrico, le vendite di auto diesel sono drasticamente calate. Nel 2025, ad esempio, le auto con motore a gasolio rappresentavano meno dell’8% delle vendite di automobili nuove in Europa, contro quasi la metà di una decina d’anni prima.
La risposta di Stellantis è stata duplice da questo punto di vista. Da un lato quella continuare a sviluppare e offrire modelli elettrici e ibridi e dall’altro reintrodurre motorizzazioni diesel su un certo numero di modelli di auto e veicoli commerciali.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, nel corso del 2025 il gruppo ha iniziato a offrire versioni diesel per modelli come la Peugeot 308, l’Opel Astra, il Citroën Berlingo e altri veicoli della sua vasta famiglia di marchi. La scelta deriva dalla constatazione che in alcune aree e per certi utilizzi, il diesel resta una soluzione praticabile, più economica e apprezzata soprattutto da chi percorre molte distanze o utilizza veicoli da lavoro.
Bilanciamento tra mercato e regolamentazioni

Questa strategia di Stellantis può essere vista come una sorta di bilanciamento tra esigenze di mercato e pressioni normative comunitarie. In passato molte case automobilistiche avevano puntato tutto sulle auto elettriche per rispettare limiti di emissioni sempre più stringenti in Europa, con l’obiettivo di eliminare completamente i motori termici entro il 2035. Tuttavia, la domanda di veicoli elettrici non è cresciuta ai livelli sperati e alcune norme sono state riviste, rendendo possibile un uso più lungo dei motori tradizionali.
In Italia, uno dei principali paesi in cui Stellantis ha una presenza significativa grazie a marchi storici come Fiat, Alfa Romeo e Lancia, questo cambio di rotta ha un risvolto occupazionale importante. La filiera automobilistica italiana, così come l’industria europea nel suo complesso, sta vivendo anni difficili con riduzioni della produzione e tagli di posti di lavoro sotto la spinta della riconversione verso l’elettrico.
Secondo alcuni dati recenti, Stellantis ha ridotto diverse migliaia di posti di lavoro in Italia negli ultimi anni nell’ambito di ristrutturazioni e adattamenti produttivi. Il rilancio del diesel, quindi, non è solo una decisione tecnica o commerciale. Ma riflette anche la complessità di un settore in transizione, dove la concorrenza internazionale, le normative ambientali e la necessità di tutelare l’occupazione si intrecciano.