Grecia pronta a tutto: ma non é il capro espiatorio

di Laura 2

Il Governo greco é pronto a tutto per superare questo periodo di crisi e ridare lustro all’antico Paese, ma allo stesso modo ci tiene a sottolineare che della questione ellenica non si faccia un “capro espiatorio” dell’Area dell’euro. Atene non è il problema centrale, in quanto detiene solo il 3 per cento del debito pubblico della zona, come ha affermato il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos in un discorso in questi giorni a Washington, smentendo anche la notizia riportata da alcuni quotidiani secondo cui sarebbe stata presa in considerazione un default ordinato con un ‘haircut’ del 50% per i creditori. Il governo quindi si dichiara pronto a prendere le iniziative necessarie, qualsiasi costo politico occorra, ma non vuole che si indichi la Grecia come l’origine di tutti i mali.

La Grecia ha messo a punto un piano anticrisi che intende concretizzare sin da subito e che prevede, tra le altre misure, il taglio nel settore pubblico e un programma di privatizzazione. Il ministro ha aggiunto che questo potrebbe non essere sufficiente a riportare credibilità al Paese e che potrebbero essere necessarie misure addizionali o altre riforme per il futuro.

La Grecia – ha sottolineato Venizelos – ha velocemente aumentato le sue esportazioni nel 2011 ma  servono nuovi investimenti, soprattutto dall’ estero. Per quanto riguarda il sistema bancario invece, gli istituti greci  sono parte integrale del sistema europeo e la Grecia ha comunque la volonta’ di ricapitalizzarle. Per noi é vitale implementare un ambizioso ed equilibrato programma contro la crisi. È assolutamente necessario vincere questa guerra. Tra i problemi piu’ urgenti da affrontar c’e’ il settore pubblico dove va fatto un taglio dei posti di lavoro, e presto questo sarà concretizzato, anche perche’ e’ essenziale per la Grecia avere uno stato  piu’ leggero. Insomma, la decisione finale e irrevocabile della Grecia é quella di fare tutto cio’ che serve per soddisfare i nostri obblighi nei confronti dei nostri partner, l’Eurozona e l’Fmi.

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