Sospensione trattative debito tra Grecia e IIF

di Laura 2

Non é un periodo roseo per la situazione economico finanziaria greca: l’Institute of international finance (Iif), rappresentante dei creditori privati della Grecia,  ha annunciato in una nota la sospensione delle trattative sulle modalità di ristrutturazione del debito pubblico del paese greco. La nota sottolinea che, nonostante gli sforzi della leadership greca, la riduzione nominale del 50% dei bond sovrani greci non ha prodotto una risposta costruttiva coerente da entrambe le parti, per cui le trattative subiranno una pausa. L’istituto tuttavia, ci tiene a sottolineare la speranza che la Grecia, con il supporto della zona euro, possa in futuro reimpegnarsi costruttivamente con il settore privato.

Il presidente dell’Iif, Charles Dallara, il premier greco Lucas Papademos e il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos si incontreranno il 18 gennaio per riprendere le trattative; al momento i colloqui con la Grecia a proposito del bond swap legato al piano di salvataggio del Paese, rimangono sospesi. Nonostante i colloqui riprendano la prossima settimana, alcune fonti (che hanno preferito rimanere anonime) hanno sottolineato alla stampa che i rapporti tra queste autorità rimangono comunque “molto, molto tesi”. Entrambi hanno parlato con la condizione dell’anonimato.

Intanto il differenziale sul decennale Italia-Germania è sceso sotto i 500 pb, la Spagna ha emesso 9,98 Mld€ di titoli 2015 e 2016, ovvero il doppio dell’ammontare annunciato, é andata bene anche l’asta sui titoli a breve italiani, la BCE ha lasciato invariato il tasso di riferimento. Riguardo alla possibilità di mantenere invariati i tassi a febbraio Draghi non si é sbilanciato ma ha fatto sapere di “essere pronti ad agire, se necessario”. Alcuni governatori hanno ribadito la necessità per i paesi dell’area di procedere con il fiscal compact ed il rafforzamento del fondo salva stati. Secondo le stime dell’hedge fund inglese Toscafund, se la Grecia dovesse abbandonare l’area euro, la situazione degenererebbe al punto da arrivare a una iper-inflazione in stile Zimbabwe.

 

 

 

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