Fabrizio Palenzona scelto per il dopo Ponzellini a Impregilo

L’addio di Massimo Ponzellini è ancora fresco, ma Impregilo doveva forzatamente voltare pagina: ed ecco che al vertice dell’impresa del settore delle costruzioni è salito Fabrizio Palenzona. Alcune anticipazioni già si conoscevano da tempo, tanto più che poi sono state confermate da Beniamino Gavio, uno dei consiglieri più importanti della società in questione, nonché primo azionista con una quota di capitale pari al 29,96%. Mancano pochi dettagli per perfezionare l’insediamento del nuovo presidente, una mossa che cerca anche di allontanare il nome di Ponzellini dalle attività aziendali, visto che le dimissioni dell’ex numero uno si riferiscono a fatti relativi all’esperienza nella Banca Popolare di Milano.

IMPREGILO ALLE PRESE CON LE DIMISSIONI DI PONZELLINI
Palenzona è l’attuale numero due di Unicredit ed è chiamato a sciogliere le ultime riserve; in pratica, si parla di una possibile cooptazione nel corso del consiglio di amministrazione delle prossime settimane, ma comunque prima della data del 12 luglio, quando vi sarà l’assemblea ordinaria di Impregilo. In quest’ultimo caso, infatti, sarà necessario esprimere una votazione importante, vale a dire quella sulla revoca degli amministratori che sono attualmente in carica, con conseguente nomina del nuovo cda. La lista che è stata presentata dallo sfidante più importante, il gruppo Salini, comprende ben quindici candidati, di cui gran parte totalmente indipendenti. Le ultime performance del titolo sono state piuttosto interessanti, con 1,3 punti percentuali guadagnati e una quota azionaria pari a 3,26 euro.

LISTA SALINI PER CONTROLLO IMPREGILO

Tra l’altro, bisogna anche tenere conto del fatto che Impregilo è riuscita a ricavare 355 milioni di euro dalla vendita del Wte di Acerra, una questione che era aperta da diverso tempo ormai. In questa maniera si potrebbe ridurre considerevolmente l’indebitamento societario, il quale è destinato a passare da 655 a 300 milioni di euro (oltre il 50% dunque), con il governo che deve ancora a Impregilo 205 milioni. Infine, il target price dovrebbe salire da 3,45 a 3,70 euro.

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