Borse ancora deboli. La Cina al contrattacco con gli USA

di Daniele Pace Commenta

Continua la fase di incertezza sulla guerra commerciale tra gli USA e la Cina, proprio quando sembrava che i due paesi avessero raggiunto degli accordi.

Se Trump approva dazi su 1300 prodotti cinesi, la TV nazionale della Cina annuncia dazi su 106 prodotti fatti negli Stati Uniti, tra cui veicoli a motore, alimentari, prodotti chimici e altro.

Le borse

Così le borse continuano a soffrire. A Milano si segna un -1%, a Francoforte il -1,25%, Parigi il -0,7% e Londra il -0,5%. Questo nonostante sia Tokyo che Wall Street erano state positive. Il Nikkei ha chiuso a +0,13%, mentre per New York si tratta di un rally.

Dopo un inizio negativo come non si vedeva da aprile 1932, gli indici sono schizzati in alto. Il Dow Jones ha registrato un +1,65%, lo S&P 500 il +1,26%, e il Nasdaq il +1,04%.
In evidenza Amazon (+1,46%) dopo che la presidenza USA ha deciso di non sanzionare il colosso e-commerce. Ottimo debutto di Spotify, con il +12,89%.

Stabili le valute, con la coppia USD/JPY a 106,52, e la coppia EUR/JPY a 130.80. Scemde l’euro sul dollaro, a 1,2276 dollari e sullo yen a 130,77 yen. Lo spread italiano sale a 128,7 punti, con rendimenti a all’1,805%.

Dati e materie prime

Oggi saranno pubblicati i dati sulla disoccupazione e i conti pubblici in Italia, gli indici Pmi della Cina dei servizi e il composito. Scende il petrolio, con il il Wti a 63,37 dollari e il Brent a 67,94 dollari.