Il sistema bancario italiano é solido

di Laura 1

È stata questa l’affermazione del commissario Ue alla Concorrenza Joaquin Almunia, il quale ha definito il sistema bancario italiano “una fortuna per il paese” la cui solidità forse proteggerà il Belpaese dai rischi di liquidità che potrebbero invece derivare dall’incertezza nei mercati relativamente al debito pubblico italiano. Nonostante quindi il peggioramento della crisi sui debiti pubblici e le continue tensioni sui mercati di rifinanziamento, l’impatto sul sistema bancario potrebbe essere irrilevante, anche se non é da escludere in futuro la necessità di ulteriori ricapitalizzazioni per le banche nostrane, oltre a quelle già evidenziate per i nove istituti che non hanno superato i passati stress test in Europa.

Le banche italiane sono solide. Hanno passato gli stress test. Non hanno avuto bisogno di aiuti pubblici durante la crisi – ha sotolineato Almunia durante una conferenza stampa a Bruxelles -. In questo momento credo che in termini generali ci sia un problema derivato dal vincolo stabilito dal mercato tra debito sovrano e sistema bancario italiano. A causa di questo vincolo, che non è meccanico ma è stabilito dai mercati, le banche italiane possono subire le tensioni di liquidità che toccano l’intero mercato interbancario.

Dello stesso parere il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, il quale sostiene che gli istituti italiani hanno una solidità “invidiabile” e non vede un effetto negativo per le banche italiane dal taglio del rating deciso da Standard & Poor’s sul debito sovrano. Secondo il presidente quindi non è necessario destare eccessive preoccupazioni, le banche sono al servizio dell’economia, hanno fatto tutto quello che dovevano fare per patrimonializzarsi. Standard and Poor’s ha infatti annunciato un abbassamento del livello di affidabilità del debito italiano, che passa da ‘A+’ ad ‘A’, accompagnato da un outlook negativo. La motivazione di questo ridotto giudizio risiede nel fatto che l’agenzia di rating non si fida dell’efficacia dei contenuti dell’ultima manovra finanziaria.

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