Rendimento asta BOT 28 Marzo 2012

La grande attesa sull’asta Bot odierna è stata parzialmente soddisfatta da risultati comunque positivi, nonostante un contesto nazionale e internazionale non troppo sereno. L’Italia sembra infatti scontare qualche turbolenza ai vertici amministrativi, il possibile nuovo allargamento dello spread tra i Btp italiani e gli equivalenti Bund tedeschi, e le possibilità di un peggioramento delle condizioni dei conti pubblici di alcuni membri UE (come la Spagna) che rischierebbero di far scattare un nuovo rischio contagio, minando alla base gli straordinari sforzi compiuti dal Paese.

BTP per piccoli investitori in arrivo

Sono in dirittura d’arrivo i primi titoli di Stato riservati ai piccoli investitori privati e alle famiglie, remunerati mediante un’indicizzazione all’inflazione italiana. Ribattezzati “Btp Italia”, i nuovi titoli di Stato promettono pertanto di remunerare l’investimento con un tasso che seguirà il costo della vita, per una durata di quattro anni (le prime emissioni scadranno pertanto nel 2016) e pagamento di cedole ogni sei mesi, da parte del Tesoro – in qualità di emittente.

I titoli saranno negoziabili a partire dal 26 marzo sulla piattaforma elettronica Mot (il Mercato Obbligazionario Telematico) di Borsa Italiana, con prima sottoscrizione effettuabile anche online nella finestra temporaneo compresa tra il 19 e il 22 marzo, quando l’emittente comunicherà il tasso di interesse reale definitivo a valere su tali strumenti finanziari.

Spread tra Btp e Bund instabile

Giornata movimentata per lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani, e quelli tedeschi. Attualmente il gap è intorno a quota 360 punti, ma il suo andamento è particolarmente instabile, condizionato dal rincorrersi di voci sulla potenziale risoluzione della crisi greca e, in modo più specifico, sulla variabilità d’esito della trattativa in corso tra l’Unione Europea e il governo di Atene

L’Unione sta infatti aspettando un segnale chiaro dall’esecutivo ellenico per poter convocare l’Eurogruppo entro i primi giorni della prossima settimana, deliberando in tal modo la nuova tranche di aiuti (130 miliardi di euro) che permetteranno al Paese di rimborsare regolarmente i titoli di Stato in scadenza (l’appuntamento più importante è quello relativo alle scadenze di metà marzo), evitando in tal modo il default.