Alitalia, Bruxelles definisce illegali aiuti di Stato

di Valentina Cervelli Commenta

Era una decisione che tutti si aspettavano ma che speravano potesse essere evitata miracolosamente all’ultimo momento: Bruxellles ha definito illegale il prestito di 900 milioni di euro fatto dal Governo ad Alitalia nel 2017. Viene spontaneo chiedersi cosa possa accadere ora in merito a questo preciso tema.

Via libera a nascita e aumento capitale Ita

La buona notizia è che la Commissione Europea ha dato il via libera, senza alcun problema, alla nascita di Ita: attraverso la comunicazione giunta alla newco lo scorso dieci settembre è stato possibile affrontare, se non risolvere, diverse problematiche legate ad Alitalia, mettendo la parola fine all’attesa in merito a temi importanti per mesi, come quello relativo all’illegalità dell’aiuto di Stato. Attraverso un comunicato dedicato il commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager ha così commentato le decisioni prese:

Oggi segna un nuovo inizio per il trasporto aereo italiano. Voglio sottolineare un punto che era importante per noi, gli interessi dei passeggeri: l’Italia rimborserà completamente i viaggiatori di Alitalia nel caso in cui la società non dovesse onorare i biglietti quando smetterà di volare. Una volta che Ita decollerà, spetterà all’Italia e al management di Ita approfittare di questa opportunità.

Pur considerando Bruxelles illegali gli aiuti di Stato ottenuti nel 2017 da Alitalia, non sono stati incontrati problemi nel dare il via libera all’aumento di capitale a prezzi di mercato del valore di 1,35 miliardi necessario a Ita. E per ciò che riguarda la restituzione dei soldi presi dall’ex vettore di bandiera il commissario alla concorrenza ha sottolineato che non toccherà alla nuova compagnia. Ciò che manca nel quadro generale della situazione è la possibile decisione di Bruxelles in merito agli altri soldi stanziati dal Governo Italiano per Alitalia.

Ryanair cambia idea sul marchio Alitalia

Si parla infatti dei 400 milioni ulteriori che sono stati versati nelle casse di Alitalia nel 2019 e per i quali la Commissione Europea ha fatto già sapere che indagini sono in corso per stabilire l’illegalità o meno. È divertente in modo dolce amaro quella che è la posizione presa da Ryanair, la quale è passata dall’essere una compagnia interessata al brand Alitalia di questa estate al detrattore che avrebbe già stabilito il futuro fallimento della nuova compagnia di queste ultime ore.

Viene da chiedersi se in qualche modo la compagnia irlandese si senta minacciata da quella che sarà la nuova organizzazione di Ita su alcune tratte. Prima il marchio Alitalia era un asset che Ryanair apprezzava e voleva, ora per O’Leary  Alitalia è un “compagnia di m…”. Quale è la reale posizione del vettore low cost? “Se avessimo comprato il marchio”, hanno fatto sapere, “non ci sarebbe servito, non avremmo potuto usarlo. Avrebbe creato confusione con il nostro nome”.