Il momento difficile di Bper

di Simone Ricci Commenta

È un mese di agosto ricco di spunti interessanti per Bper, la Banca Popolare dell’Emilia Romagna: l’istituto di credito, infatti, è pronto da tempo a sostituire il proprio amministratore delegato dimissionario, Romano Minozzi, ma bisognerà attendere poco più di una settimana per svelare il nome del successore. Come è stato comunicato da tempo, la data del prossimo 28 agosto sarà quella determinante per la cooptazione del nuovo amministratore da parte del consiglio di amministrazione, con un’apposita seduta consiliare che sancirà il tutto.

Entro questa data, dunque, si verranno a sapere quelli che sono i candidati papabili in tal senso, con il Comitato Nomine e Remunerazione della banca che renderà note le proprie considerazioni, per poi sottoporre le stesse candidature al cda, così come previsto dal regolamento interno. La giornata odierna, invece, ha visto protagonista Bper per la diffusione della propria relazione semestrale. Che dati può vantare il gruppo emiliano in relazione al periodo compreso tra i mesi recenti di gennaio e giugno? La situazione non è certo florida, tanto è vero che una settimana fa l’agenzia americana Standard & Poor’s ha declassato il rating del gruppo al livello “junk” (spazzatura, al di sotto del livello B+), nonostante la qualità riconosciuta per quel che concerne gli assets finanziari.

Bper deve assolutamente mettersi in linea con i parametri che sono stati fissati e previsti da Basilea 3, con il 2012 che deve rappresentare l’anno dell’accelerazione in questo senso. L’ultimo rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi era salito dal 3,24 al 3,47%. Un’altra operazione che necessita di un ritmo più elevato è senza dubbio la fusione delle tre banche di rete, vale a dire la Banca Popolare di Aprilia, la Carispaq (Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila) e la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, entità territoriali che possono risultare molto utili per uscire dall’attuale crisi.

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