Trimestrale Pirelli con utile in forte calo

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Pirelli ha chiuso il primo trimestre con risultati parzialmente negativi, che tuttavia non hanno minato la credibilità di poter giungere ai risultati attesi per il 2013. Vediamo dunque quali sono le principali caratteristiche del primo documento trimestrale del 2013, quali sono stati i più importanti punti deboli dei risultati economico – finanziari conseguiti nella primissima parte dell’anno, e quali sono le prospettive per un 2013 certamente non semplice.

Partendo dai dati consuntivi, Pirelli ha affermato di aver chiuso il primo trimestre con un utile in calo del 41,7 per cento, a 72,1 milioni di euro: a pesare sono stati soprattutto gli oneri finanziari per 58,6 milioni di euro. L’utile netto consolidato di competenza della capogruppo ammonta invece a 72,9 milioni di euro, rispetto ai 121,3 milioni di euro dello stesso periodo 2012. In calo anche i ricavi consolidati che sono pari a 1.536,3 milioni di euro, in riduzione dell’1,3 per cento rispetto ai 1.556,5 milioni di euro del primo trimestre 2012 (in questo caso, a incidere sarebbe stato principalmente il cambio sfavorevole).

Nonostante questa difficile partenza, il gruppo si è affrettato a confermare gli obiettivi per il 2013, con un fatturato consolidato oscillante tra i 6,3 e i 6,4 miliardi di euro. Non mancano tuttavia le perplessità circa le effettive possibilità di poter conseguire agevolmente tale target, così come non sono certamente lontani i timori di una instabilità delle quotazioni sul titolo azionario: in merito, un mese fa avevamo approfondito l’andamento delle quotazioni azionarie di Pirelli subito dopo l’annuncio del rinvio del nuovo piano industriale.

Finanziariamente, la posizione netta consolidata è passiva per 1,68 miliardi di euro, rispetto a 1,3 miliardi di euro del primo trimestre 2012 e a 1,2 miliardi di euro del 31 dicembre 2012. A influenzare l’evoluzione dei dati sarebbe stata la stagionalità del capitale circolante netto.

Il debito lordo è invece pari a 2,47 miliardi di euro, leggermente superiore rispetto ai 2,45 miliardi di euro che erano stati rilevati alla fine dell’esercizio 2012.