Dividendo Hera confermato su livelli scorso anno

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Hera ha affermato di aver concluso l’esercizio 2012 con utile netto e ricavi in crescita. Per quanto concerne il giro d’affari complessivo, il rialzo è stato pari a 9,4 punti percentuali a 4,49 miliardi di euro (in particolar modo riconducibili all’incremento dei volumi di gas venduto), mentre per quanto riguarda l’ultima riga di conto economico, il balzo è stato pari del 13,5 per cento a 118,7 milioni di euro. Numeri positivi, che hanno indotto il top management a confermare il livello del dividendo dello scorso anno.

Secondo quanto ricordato dal quotidiano Milano Finanza in un suo approfondimento specifico sul trend assunto da Hera, “la redditività si è rivelata superiore alle aspettative di Equita (che sul titolo ha un rating hold e un target price a 1,45 euro) e di Banca Akros (buy e prezzo obiettivo a 1,6 euro) poste entrambe a 109 milioni, mentre il fatturato è risultato in linea alle attese”.

Sicuramente positivo l’andamento del margine operativo lordo, in aumento del 2,7 per cento a 662 milioni di euro grazie al buon contributo delle aree gas e ciclo idrico integrato. Risultato operativo in miglioramento di 0,3 punti percentuali a 335,4 milioni di euro. Infine, la posizione finanziaria netta 2012 è cresciuta a 2,216 miliardi di euro dai 1,987 miliardi di euro del 2011, confermando – ricordava l’amministratore delegato Maurizio Chiarini – la solidità del quadro finanziario che “sarebbe stata del tutto allineata alle previsioni del piano industriale se non fossero intervenuti l’acquisizione di Energonut per circa 50 milioni nell’ultimo scorcio dell’anno e gli effetti degli interventi legislativi, in termini di dilazioni di pagamento, disposti a favore delle zone colpite dal sisma del maggio scorso”.

Sulla base di quanto conseguito, il cda ha proposto all’assemblea un dividendo per azione di 9 centesimi di euro, in linea con il 2011. Lo stacco della cedola avverrà il prossimo 3 giugno.

“Il bilanciamento del portafoglio Hera fra attività regolamentate e a libero mercato si è dimostrato ancora di grande efficacia, consentendo di attenuare, in parte, l’impatto del calo dei consumi e delle attività economiche”, ha commentato ancora Chiarini.

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