Fiat ha 61 cause aperte contro i sindacati

di robertor Commenta

Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, ha effettuato una breve visita al Salone del Libro di Torino. Una comparsa breve, ma non certo priva di interventi interessanti: il manager ha infatto colto l’occasione per parlare delle cause legali che vedono l’azienda al centro di una serie di dispute contro le parti sindacali e, in particolar modo, contro la Fiom.

“Non possiamo avere 61 cause aperte con i sindacati, cause che un po’ danno ragione a noi, un po’ agli altri” – ha affermato Marchionne – “Ciò crea fortissime incertezze. Si rigira la pizza, ma questo non è un Paese civile industrializzato. Non si può gestire un’azienda con 61 querele, uscite a raffica. Gli investimenti che stiamo facendo adesso andranno avanti per moltissimi anni. Abbiamo bisogno di certezze. Questo livello di incertezze non aiuta”.

L’amministratore di Fiat ha parlato altresì dell’attentato subito dall’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, segnalando come “ogni volta che rientro in Italia sento che c’è un clima molto teso”.

A preoccupare il manager FiatChrysler è comunque, principalmente, la congiuntura economica, che rischia di frenare eccessivamente i consumi. “Il rigore nei finanziamenti pubblici e l’austerity legata alle nuove regole fiscali sono cose essenziali, però poi bisogna far ripartire la macchina”. Per quanto concerne la propria ricetta personale, Marchionne evidenza come “manca la capacità di investire da parte del governo per creare una politica industriale. Bisogna incoraggiare tutte le industrie private e per farlo occorre creare livelli di flessibilità pari a quelli che ci sono nei Paesi dove si trovano i nostri concorrenti. Se non facciamo questo non porteremo nessuno dalla nostra parte”.

TRIMESTRALE FIAT IN NERO GRAZIE A CHRYSLER

Marchionne ha infine espresso preoccupazione per questo “pessimismo che oramai sta verniciando tutto. Non metto in dubbio che le cose sono difficili, che siamo arrivati a creare il terzo debito pubblico più grande del mondo, ma bisogna andare avanti, non è certo questo il momento di arrendersi”.

Lascia un commento