Mediaset +4,2% su ricopertura posizioni short

di ND82 Commenta

Il cambiamento del sentiment sui mercati azionari sta facendo bene al titolo Mediaset, che nelle ultime settimane era stato bersagliato dalle vendite in scia all’incertezza legata a variabili macroeconomiche generali (fiscal cliff negli Stati Uniti, recessione in Europa, crisi della Grecia) ma anche a causa di brutti dati trimestrali per la società di Cologno Monzese, che ha chiuso il bilancio dei primi nove mesi del 2012 con il primo rosso della sua storia. Oggi il titolo Mediaset guadagna il 4,21% a 1,313 euro che segue il balzo del 3% di ieri.

Il rimbalzo di questi ultimi due giorni sembra essere la diretta conseguenza di ricoperture di posizioni short sul titolo, che nell’ultimo periodo avevano raggiunto livelli eccessivi. Le aspettative di un miglioramento del sentiment sui mercati finanziari stanno spingendo molti investitori ad affrettarsi a chiudere posizioni short aperte in precedenza sul titolo, in particolare nel giorno della pubblicazione dei conti trimestrali. Tecnicamente il titolo ha raggiunto sei giorni fa un’area di supporto giornaliera molto importante a 1,156 euro, che è anche il minimo più basso da fine luglio scorso.

Alcuni trader ritengono che il titolo stia beneficiando anche della discesa dello spread Bonos-Bund, considerando l’esposizione del gruppo televisivo al mercato spagnolo. Tra l’altro stamattina il Tesoro spagnolo ha piazzato bond a medio-lungo termine registrando una nuova discesa dei tassi. Mediaset resta molto esposta su due economie ancora troppo deboli, come la Spagna e l’Italia, entrambe in recessione. Gli effetti sui ricavi del gruppo del Biscione sono ben visibili dai recenti dati trimestrali, senza contare il crollo della redditività.

Il management della società televisiva ha deciso di aumentare la guidance relativa al taglio dei costi a 450 milioni di euro entro il 2014, dalla precedente stima di 250 milioni di euro. Gli analisti di Mediobanca apprezzano questa mossa, che permetterà in parte di compensare il forte calo della pubblicità. Soddisfatti anche gli esperti di Deutsche Bank, che vedono diminuire i rischi legati all’indebitamento del gruppo.

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