Nuovo bond Enel a inizio 2013?

di robertor Commenta

L’Enel starebbe valutando una nuova emissione obbligazionaria da proporre nei confronti dei risparmiatori. La data di lancio dei nuovi bond potrebbe essere prevista per la prima parte del 2013, come confermato dall’amministratore delegato della società, Fulvio Conti, a margine di una serie di incontri svolti al Workshop Ambrosetti, a Cernobbio. Ma non solo: Conti ha anche avuto modo di commentare l’emissione da 1 miliardo di euro con scadenza a marzo 2020, effettuata nel corso dell’ultima settimana.

“È un’operazione di cui non avevamo bisogno dal punto di vista finanziario” – ha spiegato il manager ai presenti – “ma cogliamo sempre le opportunità di mercato e continueremo a farlo nei prossimi mesi”. “Perché non pensare a un bond retail all’inizio del 2013?” – ha poi aggiunto Conti, lanciando pertanto uno spiraglio piuttosto importante sulla possibilità che la società possa effettivamente varare una nuova obbligazione entro pochi mesi.

Proprio del bond Enel 2020 della scorsa settimana, cui Fulvio Conti ha fatto esplicito riferimento, avevamo parlato pochi giorni fa (Bond Enel 2020 registra grande successo), sottolineando il grande successo per il collocamento. Un bond a 8 anni, di grande gradimento per gli investitori istituzionali, con un libro ordini che ha raggiunto i 6 miliardi di euro, a fronte di un’offerta di 1 miliardo di euro.

“Il rendimento lordo si è attestato a 360 punti base sopra il tasso midswap, 15 punti in meno rispetto alla guidance iniziale e 25 punti base in meno rispetto al Btp. La cedola annuale è stata fissata al 4,875%, meno di quanto il gruppo guidato dall’amministratore delegato Fulvio Conti aveva pagato per il bond a 6 anni emesso lo scorso febbraio con una cedola annua del 4,885%” – scrivemmo nell’occasione, soffermandoci altresì sul positivo timing dell’operazione, che ha potuto sfruttare l’effetto Draghi sui mercati finanziari, relativamente alla possibilità – da parte della Banca Centrale Europea – di acquistare bond con scadenza fino a tre anni senza che si possa determinare un contesto di aiuto di Stato.

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