Peugeot Citroen aiuti da Stato francese

La Commissione europea ha dato il via libera (pur provvisorio) agli aiuti pubblici destinati al gruppo auo Psa (Peugeot Citroen). Stando a quanto reso noto a mezzo stampa, lo Stato francese garantirà l’emissione di obbligazioni da parte della banca del gruppo, la Banque Psa Finance, di bond per 1,2 miliardi di euro. A fronte di tale supporto, il gruppo automobilistico dovrà presentare a Bruxelles un dettagliato piano di ristrutturazione.

Stando a quanto ricordato da Motori 24, il magazine auto de Il Sole 24 Ore, il gruppo automobilistico ha ora sei mesi di tempo per poter sottoporre all’Antitrust Ue il proprio piano di ristrutturazione, che oltre all’istituto finanziario dovrà riguardare l’intero gruppo.

“Il governo francese” – ha affermato il magazine – “aveva annunciato un piano da 7 miliardi di euro complessivi, ma finora di fatto ne ha impiegati – e quindi notificati alla Commissione Ue – solo 1,2. I restanti 5,8, quando verranno utilizzati, dovranno essere ugualmente notificati a Bruxelles, ma il piano di ristrutturazione che il gruppo Psa dovrà presentare entro i prossimi sei mesi dovrà comunque già essere completo. Il via libera temporaneo della Commissione europea al piano della Francia per aiutare il gruppo Psa Peugeot Citroen, e in particolare la sua filiale bancaria Banque Psa Finance, è “conforme al calendario”, e l’azienda si attende “un via libera definitivo in estate”. Lo ha affermato un portavoce, citato dal sito del quotidiano Les Echos“.

Il quotidiano francese riporta ancora, tra le dichiarazioni del portavoce, che “il gruppo conduce già una ristrutturazione in Francia e ha accettato delle controparti in cambio della garanzia dello Stato” (vedi anche il nostro recentissimo approfondimento su come investire sul settore auto nel 2013 in Europa).

Tra le clausole dell’accordo, la volontà di inserire nel suo consiglio di amministrazione, come membro indipendente, il commissario straordinario agli investimenti del governo francese, Louis Gallois, che fungerà da “intermediario” con lo Stato.

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