Banche francesi sottocapitalizzate secondo S&P

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L’agenzia di rating Standard & Poor’s ritiene che le banche francesi siano ancora vulnerabili agli shock dei mercati finanziari, in quanto fragili e sottocapitalizzate. Il monito di S&P arriva nel bel mezzo della pubblicazione delle trimestrali dei principali istituti di credito transalpini, quali Société Générale, Bnp Paribas e Crédit Agricole. Tra l’altro i tre istituti, sebbene con rating diversi, hanno un outlook negativo per cui rischiano ancora nuovi downgrade. Le banche francesi risentono della debolezza dell’economia nazionale e dell’esposizione verso i paesi periferici più deboli.

In Italia Bnp Paribas è esposta con Bnl, mentre Crédit Agricole con Cariparma. Elisabeth Grandin, analista finanziario per S&P, ha sottolineato che l’esposizione al mercato italiano resta un fattore di rischio per le banche transalpine. Secondo quanto affermato dall’esperto, è ormai da tre anni che le valutazioni strutturali di S&P sul rischio economico dell’Italia si sono fortemente aggravate. L’agenzia di rating apprezza gli sforzi compiuti dalle banche francesi negli ultimi due anni, ma resta il problema della sottocapitalizzazione soprattutto nel confronto con le banche inglesi e tedesche.

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Ieri SocGen ha presentato il bilancio 2012, evidenziando un pesante calo dei profitti a 774 milioni di euro, ovvero circa un terzo rispetto ai 2,4 miliardi di euro registrati a fine 2011. A pesare sono state le perdite sulle cessioni (investment banking, uscita dalla Grecia e dall’americana Tcw) e la rivalutazione del debito. Il presidente di SocGen, Frédéric Oudéa, ha fatto notare che, senza le poste straordinarie, l’utile della banca sarebbe stato di 3,37 miliardi di euro (-4,2%). Intanto, stamattina ha diffuso i risultati per l’esercizio 2012 anche Bnp Paribas.

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Nel 2012 l’utile netto di Bnp Paribas è salito dell’8,3% a 6,553 miliardi di euro. Tuttavia, si tratta di un risultato inferiore alle attese, a causa delle svalutazioni che la banca ha effettuato sul quarto trimestre su attività di investment banking, finanziamento e credito al consumo. Svalutato poi l’avviamento di Bnl per 298 milioni. La prima banca francese ha deciso di tagliare i costi annuali di 2 miliardi per i prossimi tre anni. Il 20 febbraio anche Crédit Agricole comunicherà i dati.

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