Piazza Affari -4,5% su incertezza elezioni 2013

Pesante battuta d’arresto per la borsa di Milano, che ieri ha sperimentato un vero e proprio “lunedì nero”. A Piazza Affari l’indice azionario FTSE MIB ha chiuso con un calo del 4,5% a 16.539 punti. Una performance così negativa in una sola seduta non la si vedeva ormai da inizio agosto scorso. Secondo molti analisti finanziari il crollo di ieri è dovuto all’incertezza sull’esito elettorale, che tra l’altro ha spinto lo spread Btp-Bund fino a 286 punti base. L’indice FTSE MIB è sceso sui livelli più bassi da oltre un mese.

Secondo il Wsj il tonfo della borsa milanese è da attribuire alle ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che ha attaccato pesantemente la Germania, minacciato l’uscita dall’euro e promesso agli italiani la restituzione dell’Imu sulla prima casa. Secondo Silvio Peruzzo, economista di Nomura, “il rischio di ingovernabilità e di un parlamento senza maggioranza sta chiaramente salendo”. Secondo l’esperto il nuovo governo sarà quasi certamente deciso da alleanze post-elettorali e ciò dovrebbe tradursi in un’instabilità politica.

A Piazza Affari non si salva quasi nessuno, ad eccezione di Saipem che riesce a chiudere con un lieve rialzo dello 0,55% a 20,2 euro grazie alla promozione a sorpresa ricevuta da Société Générale, che consiglia l’acquisto delle azioni con target price a 25 euro. La borsa italiana è stata trascinata al ribasso dai titoli bancari, che hanno risentito molto del caro-spread. In particolare spicca il tonfo di Unicredit, che ha perso l’8,29% a 4,25 euro. Giù anche Banca Mps, che perde il 4,83% a 0,2208 euro. Tra i titoli bancari c’è da segnalare anche il crollo di Banco Popolare (-6,89%), Bca Pop Milano (-6,55%) e Intesa Sanpaolo (-5,35%).

Ma non solo i bancari hanno messo a segno performance negative. Non si salvano nemmeno i titoli industriali. In particolare crollano Fiat (-5,44% a 4,276 euro) e Finmeccanica (-6,75% a 4,56 euro). Il sentiment negativo sui mercati europei ha messo ko Milano, Madrid, Francoforte e Londra. Si salva solo Atene (+1,8%), che è riuscita a centrare gli obiettivi di bilancio 2012.

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