Target piano industriale Banca Mps 2012-2015

di ND82 Commenta

Banca Monte dei Paschi di Siena ha presentato i target del nuovo piano industriale per i prossimi tre anni e mezzo, cioè dal secondo semestre del 2012 al 2015. Gli obiettivi principali su cui intendono lavorare il presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola sono tre: rafforzamento della quantità e della qualità del capitale; riequilibrio strutturale della liquidità della banca; raggiungimenti di livelli di redditività adeguati. Rocca Salimbeni prevede un calo medio anno del giro d’affari dell’1% fino al 2015 e una flessione annua degli oneri finanziari operativi del 4,3%.

Alla fine del piano industriale, Banca Mps vorrebbe raggiungere l’obiettivo di un risultato operativo netto superiore a 1,3 miliardi di euro e un utile consolidato pari a 630 milioni di euro. Entro il 2015 la banca chiuderà 400 filiali e taglierà il personale fino a 4.600 unità. L’istituto di credito senese ha ottenuto il via libera dal governo per un nuovo sostegno pubblico attraverso i cosiddetti Tremonti bond. Il nuovo aiuto statale raggiungerà i 2 miliardi di euro (più di quanto preventivato inizialmente), cifra che sarà sommata agli 1,9 miliardi di euro ricevuti nel 2009 sempre con l’emissione dei Tremonti bond.

UTILE BANCA MPS POTREBBE TRIPLICARE NEI PROSSIMI TRE ANNI

L’istituto senese arriverà così ad un’esposizione di 3,9 miliardi di euro nei confronti dello stato italiano. A confermare l’operazione è proprio Palazzo Chigi, che in una nota ha dichiarato che l’esposizione di Mps nei confronti dello stato avviene “attraverso nuovi strumenti finanziari di patrimonializzazione assimilabili a obbligazioni speciali, simili ai T-bond”. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libero agli aiuti su proposta del premier in pectore Mario Monti, preso atto della certificazione della Banca d’Italia che stimava per Mps un fabbisogno compreso tra 1,3 e 1,7 miliardi di euro.

ACCORDO MPS E CREDITORI

Secondo l’Eba, cioè l’Autorità bancaria europea, Banca Mps doveva raggiungere entro giugno il rafforzamento dei propri ratios patrimoniali per un ammontare complessivo di 3,2 miliardi di euro. L’obiettivo richiesto dall’Eba alle banche europee è il raggiungimento di un Core Tier1 del 9%. Intanto il titolo in borsa è in grandi difficoltà. Negli ultimi due giorni ha perso complessivamente più del 12%, avvicinandosi nuovamente ai minimi storici di 0,1752 euro toccati lo scorso 14 giugno.

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