Gli eventi più rilevanti della settimana. Partenza disastrosa a causa di Lehman Brothers e Merril Lynch

di Redazione 3

Quella che inizia oggi si preannuncia una settimana di tensione per i mercati. Sono attese le decisioni della FED e della banca centrale giapponese in materia di tassi, i dati sull’inflazione della zona euro e degli Stati Uniti, le trimestrali di Goldman Sachs e Morgan Stanley. Intanto  arrivano notizie disastrose dalle altre banche d’affari americane. Lehman Brothers, dopo giorni passati a cercare un compratore, ha dichiarato bancarotta, nessuna banca (si era parlato di Barclays) si è presa il rischio di acquisire asset che potevano nascondere decine di miliardi di svalutazioni. Brutte notizie anche da Merril Lynch, in questo caso però sarà Bank of America ad acquisire la terza banca d’affari americana per una cifra che si aggira intorno ai 50 miliardi di dollari. Da oggi quindi a New York saranno attive soltanto due banche d’affari (le sopra citate Goldman Sachs e Morgan Stanley) dalle 5 di un anno fa (ricordiamo anche la svendita di Bearn Stears).
Buone notizie arrivano invece dall’andamento del petrolio,sceso sotto ai 100 dollari al barile. E’ proprio la discesa del petrolio e delle altre commodities che insieme al rafforzamento del dollaro sui mercati valutari lascia speranze dal punto di vista dell’inflazione. Una inflazione in rallentamento potrebbe lasciare margini alle banche centrali nella riduzione dei tassi di interesse, mossa che darebbe ossigeno sia al settore finanziario che all’economia in generale. Una riduzione dei tassi già questa settimana sarebbe però una sorpresa. In Giappone è dato per scontato il mantenimento dello 0,5% attuale, mentre per la FED soltanto in pochi si aspettano una riduzione di 25 punti base (tuttavia viste le ultime vicende ha acquisito consistenza la possibilità di una riduzione di mezzo punto).

Da monitorare infine il LIBOR e l’EURIBOR, i tassi interbancari a cui le banche si prestano denaro tra di loro. Possiamo infatti considerare questi tassi interbancari (fondamentali per il calcolo delle rate dei mutui) come barometri della crisi finanziaria; se infatti c’è incertezza il denaro costerà di più perché più alti sono i rischi. In situazioni di mercato stabile i tassi interbancari sono molto vicini ai tassi fissati dalle banche centrali, in questi mesi invece assistiamo a forti spread : adesso il LIBOR a sei mesi è superiore di 87 punti base al tasso della banca centrale inglese, l’Euribor è invece  a circa 1 punto percentuale dal tasso BCE ed è in costante aumento negli ultimi mesi.

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