Lehman Brothers, Morgan Stanley, Goldman Sachs, il settore bancario americano di fronte alla crisi: cosa sta succedendo e come investire

di Tiziano Rotesi 4

Questa settimana sicuramente passerà alla storia. Ci siamo svegliati lunedì con il fallimento di Lehman Brothers, mercoledì la FED ha acquisito il controllo di AIG e già entro sabato potrebbero esserci altre importanti novità. Il crollo del settore bancario a Wall Street avvenuto ieri infatti mostra con evidenza la sfiducia degli investitori nella stabilità del sistema finanziario. A guidare al ribasso il mercato sono state le ultime due banche d’affari rimaste indipendenti a New York: Morgan Stanley ha perso il 13%, Goldman Sachs ha perso l’ 8%. Nonostante entrambe le società abbiano pubblicato trimestrali sopra le attese e abbiano dimostrato che sono in grado di produrre utili (Goldman Sachs nell’ultimo trimestre ha avuto profitti per 825 milioni di dollari, Morgan Stanley 1,3 miliardi) resta la paura che nelle prossime settimane si trovino a fronteggiare crisi di liquidità. E’ per questo che sono iniziate a circolare voci di possibili fusioni con banche tradizionali, in grado di avere fonti di liquidità più solide. Le due banche d’affari continuano a negare questa possibilità difendendo il loro modello di business, ma il mercato non sembra credere alla loro capacità di continuare ad agire in modo indipendente. Si fanno sempre più insistenti i rumors su una possibile acquisizione di Morgan Stanley da parte del colosso inglese HBSC, oppure di una fusione tra la stessa Morgan Stanley e Wachovia.

Notizie certamente non positive arrivano anche dalle banche il cui business si basa sui mutui: secondo fonti ben informate Washington Mutual è in vendita e ha già avuto contatti con altri potenziali compratori. Ancora più negativa la situazione della inglese HBOS, costretta a fondersi con la concorrente Lloyds per dare vita ad un colosso dei mutui da 50 miliardi di dollari. A dominare è adesso l’incertezza ed è difficile capire se a dominare il mercato in questo momento è la paura pura e semplice o la speculazione di chi scommette vendendo allo scoperto. Da segnalare infine l’ultima mossa della FED: il Tesoro americano ha immesso nelle casse della Federal Reserve altri 100 miliardi di dollari per evitare che si trovi a corto di liquidità da immettere sul mercato o da utilizzare per nuovi salvataggi. E’ il segno concreto che neanche le istituzioni statunitensi si aspettano che la crisi stia volgendo a termine.

A questo punto la domanda per l’investitore medio è: cosa fare con i miei investimenti? Il settore bancario vivrà sicuramente fasi di forte volatilità. Per chi non voglia rischiare di perdere il proprio denaro il consiglio sono i classici titoli di stato. Chi sia disposto a rischiare potrebbe indirizzarsi su ETF che hanno come sottostante proprio il settore bancario:
DJ Stoxx 600 Banks Short-DB (XS7S.MI), è un ETF short da scegliere nel caso persista il clima di forte incertezza con altre banche costrette a fondersi o farsi acquisire;
UltraShort DJ U.S. Financials-PR (SKF.A), di nuovo un ETF short, ma in questo caso con leva del 200%. Ha come sottostante i titoli finanziari americani, è uno strumento molto rischioso, quindi il consiglio è quello di fare doppiamente attenzione;

DJ Stoxx 600 Banks-LX (BNK.MI), ha come sottostante le banche europee ed è da scegliere nel caso si esaurisca il flusso di notizie negative. Se la situazione tornasse tranquilla questo ETF sarebbe sicuramente una buona scelta.

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