Lehman un fallimento da troppo tempo annunciato, il mondo finanziario trattiene il fiato

di Vincenzo Caccioppoli 8

Borse europee in forte calo dopo l’annuncio che Lehman Brothers ha gettato la spugna. Gli indici sono scivolati tutti verso i minimi dell’anno, senza però violarli. L’S&P/Mib (-3,5%, 27.367) incontra tali livelli a 26.500 punti. In un solo anno la spaventosa crisi subprime, con tutti i risvolti enigmatici che probabilmente comprenderemo meglio solo a distanza di parecchio tempo, ha cambiato radicalmente la fotografia del mondo della finanza americano. Prima è sparita Bear Stearns, la più piccola delle banche d’affari, fondata nel 1923. Una settimana fa l’amministrazione Bush era intervenuta per salvare Fannie Mae e Freddie Mac. Nel fine settimana è fallita Lehman Brothers, fondata nel 1850. Contemporaneamente, Merrill Lynch, fondata nel 1914, è stata comprata da Bank of America con un’operazione simile a quella di Bear Stearns, con emissione di nuove azioni e nessun esborso cash.

E adesso a Wall Street come in Europa ci si domanda: siamo arrivato davvero alla fine? chissà certo è che come ha detto Alan Greenspan questa è sicuramente la peggiore crisi finanziaria del secolo. Nelle sale operative, in queste ore frenetiche, ci si interroga sul destino dell’enorme massa di bonds emessi da Lehman, piuttosto che sui suoi fondi, per non parlare dei credit default swap, che rischiano di essere il prossimo grande problema per la finanza mondiale, contagiando in maniera ancora più decisa di quella attuale, il mercato assicurativo. E già i primi segnali si scorgono se si pensa che il colosso AIG ha chiesto 40 miliardi di finanziamento al Tesoro. Insomma la situazione è sempre più critica e resta difficile capire quando e come uscirne. Occorre però considerare come questa situazione sia figlia della generosa politica di tassi di interessi bassi e di controlli molto laschi operata sopratutto dalla Federal Reserve nei primi anni 2000, quando il costo del denaro quasi a zero, ha permesso alla speculazione di prosperare oltremisura, fino a giungere ad una sorta di delirio di onnipotenza che ha portato il sistema finanziario statunitense sull’orlo del baratro. Ora resta forse solo da raccogliere i cocci, sperando di essere arrivati alla colpa di coda di questa crisi e con l’augurio che da oggi in poi da parte di tutti ci possa essere maggiore cautela. Ma anche in occasione del salvataggio della Lctm, il fondo dei premi nobel, il vero prodromo di questa spaventosa situazione, si decretava la morte della speculazione senza freni e si giurava che non sarebbe potuta più succedere una cosa del genere. La realtà purtroppo è stata ben diversa.

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