AIG crolla in borsa sui timori per il fallimento. Downgrade di S&P e Moody’s

di Redazione 1

Dopo il fallimento di Lehman Brothers continuano ad arrivare notizie preoccupanti dalla borsa di New York. Si complica infatti la situazione di AIG (American International Group), colpita da un downgrade di rating da parte di S&P e Moody’s. Il titolo ha perso a Wall Street il 61% del proprio valore, segno che alcuni investitori iniziano concretamente a temere il fallimento del colosso assicurativo. E intanto si corre ai ripari cercando liquidità. Ieri il governatore dello stato di New York ha dichiarato che ha concesso ad AIG di eseguire un’operazione di prestito ponte infragruppo: le società controllate presteranno ad AIG 20 miliardi di dollari. Anche questa però sembra solo una mossa temporanea.

Le riduzioni di rating da parte di S&P e Moody’s avranno ripercussioni negative sulla liquidità della società. I giudizi delle società di rating servono infatti a misurare la rischiosità della società e quindi a calcolare gli interessi che verranno riconosciuti ai creditori.  Nei dettagli S&P ha ridotto il rating per il lungo periodo di tre note (da AA- a A-) a causa della difficoltà nell’ottenere liquidità e ai problemi derivanti dai mutui ipotecari. Moody’s nel suo downgrade ha invece sottolineato le condizioni del mercato immobiliare a cui AIG è esposta sia direttamente tramite investimenti che indirettamente attraverso titoli derivati. AIG ha infatti venduto alle banche garanzie su 441 miliardi d dollari di titoli a reddito fisso di cui 58 miliardi legati ai mutui subprime.

In questi giorni la FED ha inoltre rifiutato di concedere prestiti alla società, chiedendo tuttavia a Goldman Sachs e JP Morgan di intervenire. Un crollo della prima società di assicurazioni sarebbe infatti disastroso per il sistema americano, visti i legami con altre istituzioni finanziarie. L’ipotesi più probabile è un prestito di circa 70 miliardi di dollari, ma i dettagli ancora non sono chiari.
Da notare infine che nelle ultime settimane AIG ha da una parte rifiutato interventi di fondi di investimento (ultimo tra tutti JC Flowers) e dall’altra ha subito nuove perdite. Si dice infatti che l’acquisto di Fannie Mae e Freddie Mac da parte del Tesoro americano abbia portato perdite per circa 500 milioni di dollari. Rilevanti inoltre gli effetti dell’uragano Ike: probabilmente i risarcimenti che dovranno essere sborsati arriveranno a toccare i 18 miliardi di dollari.

Ci auguriamo che la coda lunga di questa chain reaction si esaurisca a breve. Di certo il nostro indice Mibtel non avrebbe bisogno di altri scossoni.

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