La bancarotta di Lehman Brothers segna la fine del sogno americano della banca di investimenti tout court

di Vincenzo Caccioppoli 5

Con il tragico fallimento della quarta banca d’affari americana Lehman Brothers, dopo il salvataggio in extremis di Bears Stern, e quello mascherato sotto mentite spoglie di acquisizione da parte di Bank of America, della terza banca d’affari Merril Lynch, si chiude definitivamente l’era delle banche d’affari e di investimento, che grazie ai loro guadagni spropositati, sembrava potessero e dovessero sostituire  il tradizionale modello bancario, fondato sulla ricerca e raccolta del risparmio presso i clienti. Una banca d’affari è un istituto di credito il quale (a differenza delle banche commerciali) non permette depositi, ma offre servizi di alto livello e specula con elevato rischio (Lehman aveva un esposizione di 35 volte il valore dei propri asset). Inoltre molte di queste banche offrono servizi di consulenza per le imprese in materia finanziaria e in operazioni straordinarie come il collocamento in Borsa o acquisizioni e fusioni di asset ed imprese. Inoltre operano come intermediari sui mercati mobiliari e forniscono a societa o ad enti locali finanziamenti sottoscrivendo e collocando le nuove emissioni di titoli.

Negli anni 2000, quando la poltica dei tassi bassi e di conseguenza la grande facilità di accesso al credito ha permesso a queste banche d’affri la creazione di prodotti strutturati altamente speculativi, basatisull’effetto leva (prendere in prestito dei capitali confidando nella propria capacità di investirli ottenendo un rendimento maggiore del tasso di interesse richiesto dal prestatore), il cui uso sempre più spregiudicato e rischioso ha determinato, negli anni, il collasso di tutto il sistema. Già nella grande crisi del 29 molte banche di investimento furono colpite duramente, a causa della loro politica speculativa sul mercato immobiliare, ma evidentemente la lezione non è servita. In Europa il ruolo di queste banche d’affari fortunamente è stato meno invasivo. In molti paesi europei, infatti, è comune che la stessa istituzione conduca attività sia commerciali sia d’investimento. In Germania, in particolare, le banche più grandi hanno un ruolo dominante nel finanziamento dello sviluppo industriale. In Italia, fino a pochi anni fa, ha svolto tali funzioni in posizione pressoché dominante la unica Mediobanca, considerata, sotto la regia del suo presidente Cuccia, una sorta di vera e propria deus ex machina di tutte le principali operazioni finanziarie del nostro paese, per oltre trent’anni. Anche se uno dei principali problemi legati a questa crisi rimane quello che le banche d’affari rivestono ormai una funzione globale sui mercati finanziari sia come contraparte che come attore principale, e da qui si spiegano i crolli di tutto il comparto anche in Europa.

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