Il mercato russo reagisce dai minimi: le cause della debolezza del Micex e gli ETF su cui puntare

di Tiziano Rotesi 1

Venerdì è stata una giornata di forte salita per il mercato azionario russo, l’indice Micex ha guadagnato il 6% riuscendo per adesso ad allontanarsi dai minimi degli ultimi due anni. Nonostante i forti rialzi il bilancio della settimana di contrattazioni resta comunque negativo, con il mercato in discesa del 7,9%. Negli ultimi tre mesi la perdita è stata di circa il 35%. I fattori alla base della debolezza del mercato russo sono molteplici: il calo del prezzo del petrolio e delle materie prime; le tensioni geopolitiche (Georgia, Polonia);  le difficoltà del settore bancario. Sono stati colpiti tutti i settori più importanti della borsa russa.

Le grandi compagnie che estraggono petrolio o gas come Gazprom, Gazprom Neft, Lukoil hanno visto le aspettative sugli utili ridursi significativamente in seguito al calo del 30% del prezzo del greggio. Le banche, tra cui Sberbank, sono in difficoltà al pari delle banche occidentali nel reperire liquidità e alcune di esse andranno probabilmente incontro alla cessione di asset nel tentativo di arginare il problema. Infine gli investitori temono che  le tensioni geopolitiche portino all’isolamento della Russia. E’ quindi evidente che la discussione intorno al salvataggio di Lehman Brothers, l’uragano Ike e il ritiro dalla Georgia abbiano dato ossigeno ai titoli russi. Da evidenziare poi le dichiarazioni di Scaroni (AD di ENI) e Conti (AD di ENEL): il primo ha affermato che continueremo a comprare gas anche con la guerra “freddina” di adesso, il secondo ha parlato di nuovi investimenti in Russia. Resta da vedere se è il caso o meno di parlare di fine della fase di trend negativo, gli analisti sono infatti cauti nel loro ottimismo quando sottolineano che quello di venerdì potrebbe essere soltanto un rimbalzo.

Nella borsa di Milano gli ETF che riproducono l’andamento del mercato russo sono molteplici. Ne segnaliamo due in particolare da tenere in considerazione nel caso in cui il prezzo del petrolio torni a salire e non ci siano ricadute a livello diplomatico tra Russia e USA:
Lyxor Etf Russia (Dj Rusindex Titans 10); (grafico a sinistra) cerca di riprodurre l’andamento delle 10 più grandi società russe.
ETF Standard Db X-Trackers Msci Russia Capped Index Etf ; (grafico a destra) si muove sulla base dell’indice Msci Russia, tale indice è composto per il 62% da titoli legati a petrolio e gas, per il 12% da titoli del settore minerario, per l’8% da banche.
[photo courtesy of | teleborsa]

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