Inflazione cinese in calo dopo oltre un anno

di Redazione 2

L’alta e cronica inflazione cinese sembra finalmente aver trovato un punto di frenata: in effetti, l’indice dei prezzi al consumo della seconda economia mondiale è sceso fino a un inatteso 4,2% a novembre, consentendo quindi a Pechino di favorire il credito e sostenere in maniera adeguata la crescita economica. Secondo il National Bureau of Statistics, sono stati soprattutto i prezzi alimentari a trainare questo ribasso, il quale non veniva registrato da almeno un anno (a ottobre si veleggiava ancora oltre i cinque punti percentuali). Le autorità cinesi saranno quindi incoraggiate da questo dato così promettente, cercando di introdurre maggiore flessibilità nel sistema interno e irrobustendo lo stesso per differenziarlo da quello disastrato dell’eurozona.

Si può quindi prevedere con una certa sicurezza una politica monetaria maggiormente allentata, una mossa che dovrebbe essere annunciata anche nel corso della conferenza lavorativa annuale che si terrà la prossima settimana a Pechino. Tra l’altro, la minore inflazione è stata agevolata in larga misura dai prestiti bancari, con imponenti investimenti nel campo delle costruzioni e del real estate. D’altronde, anche molte famiglie della vasta nazione asiatica hanno affermato di essersi accorte di questo cambiamento tariffario, ma quanto durerà di preciso? La stagione attuale è caratterizzata da costi piuttosto convenienti ed economici per quel che concerne frutta e verdura, così come gli affitti e gli acquisti immobiliari.

L’intento del paese a questo punto è quello di riaprire il flusso di liquidità di cui c’è bisogno proprio per la crescita e di supportare la stessa attraverso un’accorta politica occupazionale. I maggiori timori sono quelli relativi alla possibile bolla immobiliare, col settore in questione che dovrebbe addirittura espandersi al ritmo del 9% nel corso del 2012; al contrario, uno dei punti forti dell’economia cinese, vale a dire le esportazioni, sembrano destinate a far fronte a una domanda abbastanza anemica dagli Stati Uniti e dal continente europeo.

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