L’Aduc denuncia i rincari attuati da Ryanair

di Redazione 1

I rincari attuati da Ryanair, vettore irlandese celebre per le sue offerte a basso prezzo, sono sotto gli occhi di tutti: al problema si sta interessando soprattutto un’associazione dei consumatori, l’Aduc (Associazione per la Difesa degli Utenti e dei Consumatori), la quale si è anche chiesta se questa nuova politica d’oltremanica possa rappresentare la parola fine per i voli low cost. Gli aumenti tariffari sono specifici e stanno interessando diverse voci della prenotazione online. In particolare, è stato registrato un incremento in merito al trasporto dei bagagli a bordo, visto che questa opzione comporterà a Natale un aggravio da venti a venticinque euro.

In realtà, come è noto, si può anche evitare tutto questo, ricordando nei dati da compilare che si sfrutterà solamente un bagaglio a mano, ma non tutti possono permetterselo, soprattutto nel caso di viaggi lunghi. In effetti, se il web risulta essere proibitivo, non si può stare tranquilli nemmeno con il call center, il quale sta riservando un rincaro di ben venticinque euro. Non è difficile fare due conti in questo caso: in pratica, secondo l’Aduc, se anche una procedura normale e classica come la registrazione del bagaglio viene a costare più del biglietto intero, allora significa che c’è qualcosa che non va. Non è la prima volta, tra l’altro, che Ryanair si comporta in questa maniera, con piccoli “trucchetti” volti a gonfiare il costo finale.

Ad esempio, l’ultima polemica ha riguardato le commissioni delle carte di credito, con i dodici euro aggiuntivi che è impossibile scampare se non si ha una carta targata congiuntamente dalla stessa Ryanair e Mastercard (addirittura tre euro per una ricarica). Gli altri pomi della discordia, invece, sono rappresentati dalle tasse aeroportuali e dalle indicazioni errate nella prenotazione, tali da confondere il consumatore al momento dell’acquisto. Insomma, Ryanair ha conquistato la sua popolarità proprio grazie ai prezzi stracciati rispetto ad altre compagnie, che la crisi le stia dando alla testa?

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