Wall Street: chiusura in parità, dominano petrolio e mercato immobiliare

Seduta contrastata a Wall Street: dopo un’apertura negativa i più importanti indici hanno oscillato intorno al livello di parità lungo tutta la seduta. Segno positivo per l’indice Dow Jones, che guadagna lo 0,23%, segno negativo invece per il Nasdaq, arretrato dello 0,18%. Giornata positiva in particolare per i titoli del settore energetico che hanno risentito positivamente dell’andamento del prezzo del petrolio. Se infatti ad inizio giornata il petrolio era in discesa a 113 dollari al barile a causa dei brutti dati riguardanti le prospettive dell’economia europea, poco prima della chiusura delle contrattazioni il greggio si è portato a quota 117 dollari al barile segnando un rialzo del 2%. A spingere al rialzo il prezzo del petrolio è stata la possibilità che si verifichi negli Stati Uniti un nuovo picco negativo dell’offerta in seguito all’arrivo nel Golfo del Messico di un nuovo e disastroso uragano (nel Golfo del Messico si trova la maggior parte delle raffinerie e dei pozzi petroliferi americani).

La seduta si è chiusa negativamente per il settore tecnologico e per le aziende produttrici di beni di largo consumo. Dopo una prima parte di seduta positiva grazie ai dati sulla fiducia dei consumatori, i titoli sono tornati a scendere a causa dell’andamento del greggio. L’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi pubblicato dal Conference Board aveva fatto segnare un aumento sopra le attese portandosi ad agosto a quota 56,9 dai 51,9 di luglio. A determinare tale rialzo erano state le aspettative per una riduzione dell’inflazione dovuta alla debolezza del petrolio, ma i recenti rialzi potrebbero spazzare via l’ottimismo che si era formato. Da segnalare anche il dato sulle abitazioni statunitensi. La vendita di nuove abitazioni ha fatto registrare a luglio un +2,4% rispetto al mese precedente e contemporaneamente sembra rallentare la caduta dei prezzi delle case. Nell’ultimo trimestre il calo è stato del 2,3%, ma resta comunque un segnale positivo se comparato al ribasso del 6.9% nei primi tre mesi dell’anno.

Occhi puntati infine sulla Fed, che in giornata si è espressa sulla politica che intende portare avanti nelle prossime settimane. Il prossimo movimento dei tassi sarà al rialzo, anche se ulteriori dettagli sono impossibili da fornire perché tutto dipende dai dati che verranno raccolti in questi periodi. L’attenzione è ora concentrata sull’inflazione e resta da valutare l’impatto che avrà su di essa il recente calo delle materie prime.

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