Banca Popolare Vicenza, nuova filiale a New York

di Simone Ricci Commenta

Vicenza e New York distano tra di loro circa settemila chilometri, ma non sono mai state così vicine come in questo momento: in effetti, il Federal Reserve System consentirà a Banca Popolare di Vicenza di stabilire un ufficio di rappresentanza proprio nella metropoli nordamericana. Gli assets totali che verranno coinvolti con questa operazione specifica ammontano a quasi 51 miliardi di dollari. Come è noto, l’istituto di credito veneto fornisce soprattutto servizi all’ingrosso destinati a soggetti privati, professionisti e compagnie di medie dimensioni, allora come si spiega questa espansione oltreoceano?

C’è un riferimento normativo ben preciso che consente tutto questo, vale a dire il Foreign Bank Supervision Enhancement Act del 1991: esso prevede espressamente che qualsiasi banca di nazionalità straniera possa ottenere l’approvazione del Board per stabilire appunto una filiale in territorio americano. Tra l’altro, lo sbarco della banca vicentina ha stupito un po’ tutti, anche perché siamo abituati a considerarla come una realtà organizzata in maniera cooperativa e con circa 60mila azionisti (tutti con meno dell’1% di capitale a disposizione); comunque, l’undicesimo maggior gruppo creditizio del nostro paese vantava già altre operazioni finanziarie all’estero, con una sua sussidiaria che è riuscita a insidiarsi in Irlanda e altri quattro uffici di rappresentanza (due in Cina, uno in India e uno in Brasile, con una netta prevalenza per le economie emergenti).

La nuova filiale statunitense, invece, dovrebbe contribuire a legare ancor di più la banca ai propri clienti: tale ufficio ricoprirà diversi incarichi, tra cui ricerche economiche e stesura di informazioni finanziarie in merito a determinate compagnie, senza dimenticare l’organizzazione di seminari, workshop e convention, oltre ovviamente all’assistenza clientelare per usufruire dei consueti servizi bancari in America. Tra l’altro, il nostro paese è uno dei membri della Financial Action Task Force e ha consentito tale sottoscrizione anche per tentare un maggiore contrasto del riciclaggio di denaro e le altre attività illecite con standard più trasparenti.

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